L’auto del futuro

Brembo non frena l’innovazione e si butta nel motore elettrico

Brembo non frena l’innovazione e si butta nel motore elettrico

Nel mercato degli impianti frenanti non ha sostanzialmente concorrenti all’altezza: in Formula Uno e Moto Gp li usano. Ma c’è anche un vasto mercato di vetture di serie, anche di altissima gamma, che a pinze e dischi made in Bergamo non rinuncia. Ora però il gruppo guidato da Alberto Bombassei si affaccia in un altro settore, che fa sempre riferimento alla mobilità e alla ricerca: la produzione di motori elettrici ad altissime prestazioni non ancora esistenti sul mercato, realizzati con la tecnologia dell’Industria 4.0. Questo l’obiettivo del progetto Inproves, presentato da Brembo Spa, che ha ottenuto un contributo a fondo perduto da Regione Lombardia ratificato dall’accordo per la ricerca e l’innovazione sottoscritto ieri presso la sede dell’azienda bergamasca. Insieme al presidenti di Regione Roberto Maroni e a Bombassei, presente anche l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Open Innovation, Luca Del Gobbo. «Si tratta di un traguardo ambizioso – ha spiegato Del Gobbo – che contribuirà a realizzare le auto del futuro: con motori più performanti e più leggeri, avremo veicoli più ecologici. Quindici chili di peso in meno equivalgono a un grammo/chilometro di emissioni di C02 in meno nell’atmosfera. Inoltre, sarà garantito un più alto livello di sicurezza grazie a un migliore controllo della stabilità. I nuovi prototipi saranno validi sia per le vetture tradizionali, con sistemi avanzati di assistenza alla guida, sia per i veicoli senza conducente, cioè quelli che tutti guideremo in un futuro neanche troppo lontano».

Brembo fa da capofila. L’azienda leader mondiale nella produzione di sistemi frenanti a disco è capofila di un partenariato che coinvolge in un mix virtuoso e inedito Magneti Marelli, produttore di livello internazionale di sistemi per automotive ad alta tecnologia, due università lombarde (Statale di Bergamo e Politecnico di Milano), Pmi e startup. L’accordo sottoscritto da Regione Lombardia e dai partner del progetto garantirà l’arrivo di 4 milioni di euro a fondo perduto su una spesa complessiva prevista di 7,4 milioni di euro. «La novità di questo progetto – ha aggiunto Del Gobbo – sta anche nell’integrazione tra innovazione di prodotto e di processo, dal momento che i nuovi motori usciranno da una linea produttiva che sfrutta le potenzialità della digitalizzazione e dell’Internet delle cose. Questo permetterà un livello di efficienza e di controllo dell’intero processo produttivo più alto e costi più contenuti. Inproves si candida insomma a essere avanguardia di un nuovo modello di industria automotive».

Motori personalizzati. I motori frutto del progetto potranno essere personalizzati sulle esigenze di ogni singolo costruttore. Funzioneranno a magneti permanenti brushless a elevatissime prestazioni. «Questi motori di per sé non rappresentano una tecnologia nuova – spiega Giorgio Ascanelli, Cto (chief technical officer) di Brembo, su L’Eco di Bergamo – ma non esiste oggi una catena produttiva di questi motori che si adatti a quanto richiesto dai vari clienti. Ci sono invece pochissimi produttori che operano in regime di monopolio a costi altissimi». È il processo, quindi, la vera novità, con linee produttive appositamente sviluppate. Più flessibilità e minori costi. Quindi l’auto del futuro potrà essere anche alla portata di tutti.  «L’attenzione delle istituzioni è fondamentale – ha sottolineato Bombassei -. Oggi la necessità è quella di dimostrare che il Paese può andare avanti, ma che l’unica possibilità per farlo è investire, come succede in Lombardia, in ricerca e innovazione. Sarà questo a far crescere l’occupazione».