Un'altra grande opera

Accordo vicino fra i proprietari: al posto della ex Reggiani nascerà un quartiere

Inghirami e Manzi pronti a presentare un piano per la rigenerazione urbana di questa grande area, abbandonata da anni

Accordo vicino fra i proprietari: al posto della ex Reggiani nascerà un quartiere
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di Paolo Aresi

Probabilmente ci siamo: nei grandi spazi della vecchia azienda Reggiani, compresi tra la circonvallazione e il Quartier Finardi, nascerà una nuova parte di Bergamo. Esiste un’intesa tra i proprietari dell’area, Inghirami Company e Immobiliare Manzi, per intervenire e togliere dal limbo del non utilizzo questa zona. Ancora in Comune non è stato presentato alcun piano attuativo, cioè nessun progetto, ma potrebbe essere questione di giorni.

Ci sono delle buone ragioni per arrivare a una proposta concreta nel giro di poco: prima di tutto la scadenza del vecchio piano di governo del territorio. Il Comune sta preparando il nuovo piano che potrebbe risultare più restrittivo del precedente, approvato ai tempi del sindaco Bruni, nel 2010. In parole povere, i proprietari dell’area con il nuovo piano potrebbero essere costretti a costruire di meno. Perdendoci delle discrete somme.

Zona di pregio

L’area in questione è molto conosciuta, si tratta di una zona di pregio, con tanto verde, frutto della visione degli industriali Reggiani negli anni Cinquanta, e con una realtà architettonica di alto livello: uno dei grandi edifici della fabbrica fu progettato da Alziro Bergonzo nel 1957 ed è tutelato dalla Sovrintendenza. La Reggiani passò al gruppo Inghirami nel 1979, che la acquisì da Montefibre che l’aveva messa in liquidazione; era iniziato un periodo non semplice per il tessile: infatti l’azienda ridusse via via la produzione fino a chiudere i battenti alla fine del 2009. Della grande azienda che negli anni Sessanta dava lavoro a un migliaio di persone era rimasta poca cosa, i dipendenti erano ormai soltanto ottantuno. Vennero messi in cassa integrazione straordinaria a partire dal 17 novembre del 2008. L’azienda si occupava di stampa dei prodotti tessili e di produzione di macchine per il settore, ma questa seconda attività era stata trasferita a Grassobbio a fine anni Novanta.

L'estivo Fabric, per due anni andato in scena alla ex Reggiani

Quando la Reggiani chiuse, subito si parlò di una conversione, con abitazioni e attività commerciali che sarebbero andati a sostituire i capannoni industriali. Nell’estate del 2018 la Reggiani ha riaperto i battenti per ospitare, nella parte di proprietà Inghirami, uno degli “estivi” della città, chiamato Fabric, esteso su circa tremila metri quadrati. Quest’anno l’estivo non c’è; il Fabric è emigrato un poco più a nord, nel comune di Torre Boldone, nel parco avventura dove si chiama Fabric into The Woods.

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