In occasione del VII Premio Marzia Galli Kienle, S.o.s. Onlus ha conferito un contributo da ben ventimila euro e sei menzioni speciali da mille euro ciascuna ad altrettanti giovani ricercatori italiani under trentacinque, che si sono distinti in ambito oncologico.
S.o.s. Onlus, nata nel 2013 per volontà di un gruppo di medici e operatori del Policlinico San Marco di Zingonia e Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro (entrambi parte del Gruppo San Donato), ha istituito questo riconoscimento nel 2015 in memoria della professoressa Marzia Galli Kienle con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica oncologica.
Dopo aver assegnato contributi a circa cinquanta promettenti ricercatori lombardi, da quest’anno il Premio ha assunto rilievo nazionale grazie al patrocinio di Alleanza Contro il Cancro, Gsd Foundation Ets e Fondazione Veronesi. I lavori scientifici presentati in questa settima edizione sono stati più di centocinquanta. Tutti, fanno sapere gli organizzatori, «di altissimo valore e pubblicati sulle più prestigiose riviste internazionali, a cura di ricercatori che lavorano nelle più importanti realtà di ricerca universitarie e ospedaliere italiane».
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Primo premio ad Alessandro Mannucci
Al centro di queste ricerche vi sono temi che vanno dalle tecniche più all’avanguardia per la diagnosi precoce dei tumori, alle nuove prospettive di cura sia mediche che chirurgiche, fino all’oncogenetica. Proprio in quest’ultimo ambito si è specializzata il lavoro scientifico vincitore dell’edizione 2023: si tratta di Alessandro Mannucci, classe 1994, anconetano ma milanese di adozione e specializzando in gastroenterologia ed endoscopia digestiva all’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano.
La sua ricerca, dal titolo Confronto tra l’analisi dell’instabilità dei microsatelliti del colon-retto ed endometrio e la valutazione del rischio premm5 per la predizione di varianti germinative patogene su test di pannello multigene di cui è primo autore, è stata pubblicata su Journal of Clinical Oncology, una delle riviste più prestigiose e importanti a livello mondiale.
Le sei menzioni sono andate a Filippo Pagani, trentatré anni, dell’Istituto dei Tumori di Milano, Marco Bandini, classe 1989, dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, Gloria Delfanti, trentaquattro anni, dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, Matteo Naldini, classe 1991 dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, Yakymiv Yuliya, trentadue anni, dell’Università degli Studi di Torino e Vito Amodio, classe 1990, Università degli Studi di Torino – Irccs Istituto di Candiolo e Ifom di Milano.