Il problema è sempre lo stesso e non è certo una novità e per tanti paesi della Bergamasca: un mezzo pesante di provenienza straniera, un navigatore non aggiornato (o addirittura assente) e il tentativo di raggiungere la destinazione transitando in vie troppo strette. Questa volta è accaduto a Gandino, dove giovedì 16 novembre poco dopo l’ora di pranzo un Tir con targa e conducente stranieri ha percorso la strada di Fondovalle e ha poi proseguito lungo via Opifici, convinto di poter raggiungere l’abitato e la sua destinazione finale.

All’altezza della cappella del Santo Jesus e in prossimità di un paio di antichi palazzi si è inesorabilmente incastrato, bloccando la circolazione. Sul posto sono immediatamente accorsi i Carabinieri, anche per valutare la necessità di far intervenire i Vigili del Fuoco. Alcuni gandinesi hanno ricordato come un secolo fa, per favorire l’accesso agli opifici del Fondovalle, la cappella del Santo Jesus fu letteralmente arretrata, pietra su pietra, grazie al lavoro dei reduci di guerra.
Negli ultimi anni episodi analoghi si sono ripetuti più volte a Casnigo, lungo le rampe delle Rie da Pì, che dalla Provinciale della Val Seriana portano all’area industriale dell’Agro. In tutti i casi vigono evidenti divieti, ma molti preferiscono affidarsi ciecamente al navigatore. Con risultati evidentemente non esaltanti.