Volto nuovo

Ahanor si presenta: «La Champions è il sogno di ogni ragazzo, qui ambiente fantastico»

Il classe 2008 arrivato dal Genoa ha raccontato la sua vita e parlato del ruolo che ricopre in campo. Percassi: «Crediamo in lui»

Ahanor si presenta: «La Champions è il sogno di ogni ragazzo, qui ambiente fantastico»

di Fabio Gennari (foto atalanta.it)

Lo guardi lì seduto, al bancone della sala conferenze, e fatichi a pensare che abbia appena 17 anni. Che va ancora a scuola, che i professori sono comprensivi e lo assecondano visti i tanti impegni che ha.

Honest Ahanor è un talento, l’Atalanta lo ha prelevato dal Genoa per una cifra mai spesa prima dai bergamaschi per un ragazzo così giovane e ci ha pensato Luca Percassi, amministratore delegato della Dea seduto al fianco del giovane, a spiegare come il ragazzo sia stato preso con un esborso importante perché ha qualità e valori, senza pensare all’aspetto anagrafico.

«Siamo molto orgogliosi di presentare Honest Ahanor, lo conosciamo da tanti anni e ci abbiamo spesso giocato contro con le nostre giovanili – ha detto Percassi -. Si è sempre contraddistinto per le sue qualità, abbiamo visto in lui un ragazzo molto più maturo della sua età e abbiamo avuto ancora più convinzione nella ricerca dell’accordo con il Genoa. La società cerca di essere sempre attenta nel cogliere le opportunità, sapete quanto puntiamo sul nostro settore giovanile, ma, quando è possibile, inseriamo anche ragazzi di alto livello come lui. Servirà pazienza, deve crescere, ma siamo convinti che potrà dimostrare tutto il suo valore. Siamo molto contenti di come si sta comportando in questi primi giorni».

Dopo parole tanto importanti, il nuovo numero 69 nerazzurro ha risposto alle domande dei presenti con educazione, pacatezza e grande misura nelle parole: «Giocare la Champions alla mia età è un sogno. Sono concentrato su come poter dare una mano al gruppo, in questi anni ho spesso lavorato con i più grandi e ho imparato a gestire certe dinamiche. Per me è il primo ritiro con una prima squadra, essere all’Atalanta e giocare con ragazzi che hanno già fatto cose importanti è un motivo di grande orgoglio per me».

La puntualizzazione sul suo ruolo, dopo aver raccontato come è arrivato al calcio, è stata molto importante: «Sono nato ad Aversa, vicino a Caserta, ma all’età di un anno sono arrivato a Genova. Stavo in questa Abbazia con il campetto a 7 che scorgevo dalla finestra. Una persona a me molto cara ha aperto una scuola calcio e ho deciso di partecipare. Per tre anni sono stato con loro e subito dopo sono andato al Genoa ed è iniziata la scalata. In campo ho sempre giocato difensore, poi sono stato adattato da quinto. Con Juric sto imparando a muovermi anche in altre zone e a gestire gli spazi».

Per Ahanor è la prima volta lontano dalla famiglia, la prima volta lontano da Genova, ma ha tanta voglia di diventare grande e di dimostrare di valere tutto quello che di buono si dice sul suo conto.