Richiesta d chiarimenti

La preoccupazione delle opposizioni a Bergamo: «In città alberi sofferenti»

Il consigliere Bianchi (FdI): «Da anni un parassita mina la salute degli ippocastani. La Giunta comunichi se abbia attuato o no interventi»

La preoccupazione delle opposizioni a Bergamo: «In città alberi sofferenti»
Pubblicato:

«Passando lungo il viale delle Mura è impossibile non notare che decine di ippocastani sono in grave sofferenza e mostrano intere chiome con foglie secche di colore marrone». Così scrive, in un’interpellanza presentata oggi (26 agosto), Filippo Bianchi, consigliere comunale di Bergamo di Fratelli d'Italia, chiedendo risposte chiare sul problema degli alberi della città messi a dura prova da un vorace parassita: la Cameraria.

Un bilancio green in rosso

Da quanto riportato dal consigliere, si tratterebbe di una situazione a prima vista fuori controllo. Certo, nulla di nuovo sotto al sole. Il parassita in questione, diverso dal tarlo asiatico ma altrettanto pericoloso, danneggia gli ippocastani della città ormai da anni. Proprio un anno fa, nell'agosto 2024, Palazzo Frizzoni aveva detto che sarebbe intervenuto per contrastare il parassita nella primavera successiva.

Tuttavia, la situazione sembra essere peggiorata rispetto allo scorso anno e il contagio ha raggiunto viale Papa Giovanni, sebbene in modo meno pesante.

Le domande di Fratelli d'Italia

Bianchi chiede «se la situazione sia sotto controllo e venga monitorata e valutata dagli uffici competenti. In particolare, se siano stati fatti interventi per la cura preventiva e se si stia provvedendo alla raccolta delle foglie per evitare l’espandersi della malattia - scrive -. Se effettivamente gli alberi siano colpiti dal parassita Cameraria o da altre patologie; se sia possibile una cura tempestiva da subito, se gli alberi siano indeboliti o se si corra il rischio di abbattimento dei grandi ippocastani. Soprattutto lungo il viale delle Mura, il che comporterebbe un danno ambientale notevolissimo sotto l’aspetto ecologico e paesaggistico».