Il gestore di una struttura per affitti brevi deve sempre procedere all’identificazione “de visu” degli ospiti. Non basta, quindi, ricevere i documenti via messaggio e inviare i codici di accesso a porte o keybox. Lo ribadisce il Consiglio di Stato, che ha confermato la circolare del Viminale annullata dal Tar Lazio il 27 maggio 2025. I giudici di Palazzo Spada chiariscono però che il controllo non deve avvenire necessariamente in presenza fisica: è ammessa la verifica a distanza, purché effettuata tramite dispositivi in grado di accertare in tempo reale la corrispondenza tra chi entra in struttura e il titolare del documento.
Le reazioni: il Viminale parla di sicurezza rafforzata
«La decisione del Consiglio di Stato rafforza la sicurezza e chiarisce definitivamente le regole per tutte le strutture, comprese le locazioni brevi», ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La verifica diretta dell’identità – sottolinea – tutela viaggiatori e residenti e supporta l’azione delle forze dell’ordine.
Airbnb: «Self check-in possibile con verifica in tempo reale»
La pronuncia è stata accolta positivamente anche dal settore, a partire da Airbnb: «Il self check-in resta consentito quando si utilizza una tecnologia che permette la verifica in tempo reale dell’identità», spiega la piattaforma. Gli host, precisa, devono comunque controllare personalmente o tramite videochiamata i documenti degli ospiti e comunicarli alle forze dell’ordine entro 6-24 ore dall’arrivo.
Confindustria Alberghi: «Rigore necessario quando c’è di mezzo la sicurezza»
Soddisfazione anche da Confindustria Alberghi, che richiama l’importanza di bilanciare innovazione e tutela: «Siamo aperti alle nuove tecnologie, ma sulla sicurezza di turisti e residenti serve rigore».
Aigab: «La sentenza apre all’uso di tecnologie già proposte al Viminale»
Per Marco Celani, presidente di Aigab, la decisione «conferma la possibilità di utilizzare tecnologie di riconoscimento degli ospiti che attestino il loro effettivo ingresso in appartamento». L’associazione auspica un tavolo tecnico con il Viminale per definire chiaramente quali strumenti siano ammessi.