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Oriocenter si è… innamorato: fino al 31 marzo, una grande mostra d’arte contemporanea

Giacomo Torriani, procuratore del mall, per la prima volta condivide con il pubblico una selezione significativa della propria collezione privata

Oriocenter si è… innamorato: fino al 31 marzo, una grande mostra d’arte contemporanea

Oriocenter apre ufficialmente le proprie porte al mondo dell’arte contemporanea con Mi sono innamorato, una mostra che inaugura un dialogo inedito tra cultura visiva e uno dei luoghi simbolo della quotidianità commerciale. L’esposizione, visitabile tutti i giorni da ieri (23 dicembre) al 31 marzo 2026, dalle 10 alle 21, trasforma il centro commerciale in uno spazio di riflessione estetica e culturale aperto a un pubblico ampio e trasversale.

Il progetto nasce con l’intento dichiarato di portare l’arte fuori dai suoi contesti tradizionali – musei e gallerie – per incontrare le persone in un luogo inatteso, rendendo l’esperienza artistica accessibile, diretta e fortemente emozionale. Una scelta che si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo dell’arte nella vita quotidiana e sulla possibilità di far convivere bellezza e consumo.

Il titolo della mostra prende spunto da un dipinto degli anni Sessanta di Paolo Baratella, presente in esposizione, e si configura come una vera e propria dichiarazione d’amore. È l’amore per l’arte del collezionista Giacomo Torriani, procuratore di Oriocenter, che per la prima volta decide di condividere con il pubblico una selezione significativa della propria collezione privata. Un sentimento personale che si estende idealmente a chiunque coltivi una passione e senta il bisogno di trasmetterla.

Curata da Valentina Raimondo, Mi sono innamorato presenta un percorso espositivo ampio e articolato, che attraversa oltre settant’anni di storia dell’arte, dalla seconda metà del Novecento fino agli anni Venti del Duemila. Dipinti e sculture raccontano l’evoluzione dei linguaggi artistici dal dopoguerra alla contemporaneità, alternando astrazione e figurazione, sperimentazione e ricerca formale.

Il rapporto tra Torriani e le opere esposte trova una chiave di lettura nella riflessione di Walter Benjamin sul collezionare come forma di “abitare nelle cose”: le opere non sono semplici oggetti posseduti, ma luoghi simbolici, carichi di memoria e significato, con cui instaurare un dialogo continuo. Una visione che riflette una passione nata presto, durante gli anni di formazione, e maturata attraverso una costante curiosità verso la cultura visiva contemporanea.

La collezione privilegia la ricerca astratta, senza rinunciare a un confronto aperto con la figurazione. Tra gli artisti presenti figurano, tra gli altri, Giuseppe Banchieri, Bruno Cassinari, Francesco Somaini, Valeriano Trubbiani, Giuseppe Zigaina, Toti Scialoja, Concetto Pozzati, Emilio Tadini, Gianfranco Ferroni, Claudio Olivieri e Paolo Baratella.

Particolare attenzione è riservata all’arte bergamasca, con nuclei dedicati a Gianriccardo Piccoli, Giuseppe Milesi, Egidio Lazzarini, Marco Rossi, Arturo Bonfanti e Rinaldo Pigola. Quest’ultimo, ampiamente rappresentato, è raccontato attraverso le diverse fasi del suo percorso, dal figurativo all’astrazione fino alle sperimentazioni materiche e cromatiche.

La mostra è allestita all’interno di uno spazio di Oriocenter un tempo adibito a negozio, volutamente lasciato nella sua condizione originaria. Una scelta curatoriale che non nasconde la natura funzionale del luogo, ma la valorizza, trasformandolo in un terreno di sperimentazione dove arte e quotidianità commerciale si incontrano. Il percorso si sviluppa su due livelli: al piano inferiore una narrazione cronologica dell’evoluzione artistica secondo lo sguardo del collezionista; al piano superiore, invece, due direttrici tematiche mettono in dialogo figurazione e astrazione e creano “isole” dedicate agli artisti più significativi per Torriani.

Mi sono innamorato pone una domanda tanto semplice quanto radicale: può l’arte abitare uno spazio fortemente connotato dal consumo? La risposta è affidata all’esperienza del visitatore, invitato a rallentare, osservare e lasciarsi attraversare dalle emozioni suscitate dalle opere. Un progetto che conferma Oriocenter come luogo aperto alla sperimentazione culturale e capace di integrare l’arte nella vita quotidiana.