Fattaccio

Venticinquenne di Osio Sotto, rifiutato da una donna, la investe a Milano. Poi si consegna

Tentato omicidio nella notte del 27 novembre: la vittima uruguaiana ferita, mentre il giovane di origine nordafricana e residente in Bergamasca è ai domiciliari

Venticinquenne di Osio Sotto, rifiutato da una donna, la investe a Milano. Poi si consegna

Un venticinquenne, residente a Osio Sotto e di origini nordafricane, si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di tentato omicidio dopo aver investito deliberatamente una donna in via Porpora a Milano la notte del 27 novembre 2025.

La vittima, originaria dell’Uruguay, ha riportato una frattura al malleolo peroneale destro con prognosi di 25 giorni. Secondo l’ordinanza della gip Lidia Castellucci, il gesto sarebbe stato motivato da rancore personale, scaturito da un rifiuto ricevuto in precedenza.

Gli investigatori della polizia locale di Milano, coordinati dalla pm Daniela Bartolucci, hanno ricostruito la dinamica nel giro di tre settimane, grazie a telecamere di sorveglianza e testimonianze. L’uomo avrebbe incontrato la donna in un albergo della zona di piazzale Loreto, dove un diverbio sarebbe degenerato a seguito di un rapporto. Lui insisteva per rimanere, nonostante il fermo diniego di lei.

Dopo essersi convinto a uscire dall’hotel, avrebbe aspettato la vittima, per poi pedinarla a bordo della sua Mercedes. La donna avrebbe tentato di sfuggirgli spostandosi sul marciapiede opposto. Inizialmente, il giovane sembrava aver desistito, ma in realtà si era fermato solo per pochi istanti. Sarebbe poi ripartito, investendola con la parte anteriore della sua auto.

Una volta a terra, la ragazza non è stata soccorsa: senza ripensamenti, l’imputato si è allontanato subito. La gip ha qualificato l’episodio come una «vera e propria azione punitiva, animata dall’intento di ferire o uccidere, sotto l’influenza presumibile di sostanze stupefacenti».

Determinante per le indagini è stato l’incrocio di dati provenienti dalle telecamere dell’area e dal profilo Facebook del sospettato, che ha consentito sia alla vittima sia al portiere dell’albergo di identificarlo.

Al momento della registrazione in hotel aveva fornito (…)

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