Notte di San Silvestro

Capodanno a Bergamo: spari e botti anche in centro, ma «molto meno del solito»

Si è sparato anche nelle vie soggette a divieti, ma un miglioramento c'è stato, spiega l'assessora Ruzzini: sono durati una ventina di minuti

Capodanno a Bergamo: spari e botti anche in centro, ma «molto meno del solito»

Nonostante le raccomandazioni, nella notte di San Silvestro a Bergamo non sono mancati fuochi d’artificio, botti e petardi. Con tutte le conseguenze del caso: oltre ai tanti rifiuti lasciati a terra, sono state anche ore di spavento per animali, bambini, anziani e persone fragili. Ma un miglioramento c’è stato: la “finestra” degli spari si è ridotta notevolmente. Addirittura in alcuni quartieri più virtuosi i botti sono stati meno.

Spari in cielo, residui a terra

L’amministrazione comunale, in occasione del Capodanno in Piazzale Alpini – che ha registrato il tutto esaurito con 4.500 presenti e oltre 300 persone al cenone – aveva emesso un’ordinanza dalle 18 del 31 dicembre alle 6 del 1° gennaio in cui veniva vietata la vendita di bevande in contenitori di vetro o metallo, nonché di spray irritanti e articoli pirotecnici.

Diverse le vie interessate, in molte delle quali non sono purtroppo mancati i botti: da via Paglia a via Bonomelli, ma anche viale Papa Giovanni, via Mai e via Paleocapa. Il Comune aveva comunque invitato i cittadini a festeggiare il nuovo anno con metodi alternativi e meno pericolosi.

Nonostante le raccomandazioni, in cui si faceva riferimento anche al regolamento di polizia urbana (articolo 5) che vieta ogni fuoco, botti e spettacoli pirotecnici non autorizzati, c’è chi ha deciso di sparare comunque. Lasciando poi a terra i segni della festa, dalle cartacce agli involucri di petardi, bottiglie abbandonate e residui, raccolti dagli operatori di Aprica all’alba. Tante le segnalazioni pubblicate via social dai cittadini per animali domestici terrorizzati e fuggiti, neonati e anziani costretti a subire i forti rumori provenienti da fuori.

Il commento dell’assessora Ruzzini

«Oggi ho ricevuto tanti messaggi di persone deluse dal mancato rispetto del regolamento che vieta i botti di Capodanno, nonostante i video, i comunicati, gli appelli. Pare che a nessuno importi di rendere l’aria irrespirabile, che a nessuno freghi nulla di bambini e anziani terrorizzati, cani e gatti che scappano, uccelli morti di paura. Anche ieri sera, puzza di zolfo per le strade, cartucce fumanti sui marciapiedi, cumuli di fuochi d’artificio in mezzo alla strada, come se non esistessero alternative silenziose, come se non ci fossero fontane luminose, videoproiezioni con la musica, come se l’effetto mitragliatrice fosse la soluzione più sensata per dare il benvenuto al nuovo anno», ha scritto l’assessora Oriana Ruzzini sulle proprie pagine social.

Un miglioramento, però, c’è stato. «Negli anni scorsi i botti in Malpensata e dintorni iniziavano già dal pomeriggio, ieri sera gli spari sono iniziati a mezzanotte, per circa venti minuti. Molto meno del solito. Oggi confrontandoci con Aprica e con le associazioni ambientaliste abbiamo tutti notato che ci sono stati quartieri decisamente virtuosi: anche a San Paolo, Longuelo e Loreto si è sparato molto meno che in passato. Peggio invece in Città alta e in centro, dove evidentemente va rafforzato il controllo ma anche immaginata e organizzata un’alternativa valida».

A risentirne è anche l’ambiente: secondo i dati di Arpa Lombardia, le ore che accompagnano l’arrivo del nuovo anno sono responsabili del 6 per cento circa delle emissioni annuali di Pm10. «Un ringraziamento va agli operatori Aprica al lavoro per ripulire le strade già da stanotte, a chi si è adoperato per dare soccorso a cani e gatti smarriti e disorientati, un grazie agli agenti delle forze dell’ordine in servizio. Come sempre, a fronte di tanto disinteresse, c’è chi compensa con cura e dedizione».