In difficoltà

Lavoravano al cimitero di Treviglio, licenziati e senza paga da settembre: «Problemi con l’azienda, poi la lettera»

L'impresa che svolgeva il servizio ha perso parte degli incarichi e li ha lasciati a casa. Il Comune ha pagato alcuni arretrati

Lavoravano al cimitero di Treviglio, licenziati e senza paga da settembre: «Problemi con l’azienda, poi la lettera»

In foto, Francesco Monticelli e Michele di Benedetto

Licenziati dall’azienda dopo una controversia sulle paghe, non hanno nemmeno ricevuto gli stipendi di settembre, ottobre e novembre: a trovarsi in questa spiacevole situazione sono due ex dipendenti della Sant’Elena Service Group Srl, società che fino a poco tempo fa aveva in gestione il cimitero di Treviglio.

A dicembre 2025, però, come riportato da PrimaTreviglio il Comune le ha revocato manutenzione, verde e pulizie, lasciandole solo i servizi funebri. Con questo motivo la Sant’Elena ha giustificato, a novembre scorso, il licenziamento a Michele di Benedetto, 63enne di Mozzanica, e Francesco Monticelli, 51enne di Treviglio. I quali però sono convinti che dietro ci sia anche la loro decisione, in estate, di chiedere aiuto ai sindacati per gli arretrati non versati e, nel frattempo, sono senza entrate appunto da tre mesi, per via di un inghippo burocratico.

Gli stipendi non pagati ed i licenziamenti

«I guai sono cominciati in estate – hanno raccontato i due ex dipendenti – quando non ci sono stati pagati gli stipendi di luglio e agosto. Abbiamo atteso e chiesto più volte ai titolari di ricevere il dovuto, ma alla fine abbiamo dovuto rivolgerci ai sindacati per avere supporto». Nel frattempo, verso la fine di ottobre, la gran parte delle mansioni (cura del verde, manutenzioni, pulizie) erano state trasferite ad un’altra azienda.

«Evidentemente il fatto che ci siamo rivolti ai sindacati non è però piaciuto – hanno proseguito Di Domenico e Monticelli -. Tanto è vero che il 4 novembre ci è stata recapitata una lettera, in cui ci informavano che saremmo stati licenziati e che il 22 dello stesso mese sarebbe stato il nostro ultimo giorno di lavoro».

Nella missiva veniva spiegato: «A seguito della cessazione dell’appalto relativo al cimitero di Treviglio, siamo costretti a procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Purtroppo, la perdita della suddetta commessa ha reso impossibile il mantenimento del posto di lavoro attualmente ricoperto, in quanto non vi è più la possibilità materiale economica e organizzativa per continuare a garantire il suo impegno presso la nostra azienda». Nella lettera veniva anche specificato che era stato fatto tutto il possibile, anche per un diverso ricollocamento in altre postazioni o sedi, con eventuali mansioni diverse.

«Il problema – ha sottolineato Di Benedetto, che fa parte di una categoria protetta – è che non solo non ci hanno versato le spettanze ancora dovute, come loro stessi hanno precisato nella lettera, ma il licenziamento non risulta agli atti, quindi non possiamo nemmeno percepire l’assegno di disoccupazione. Praticamente è da settembre che non abbiamo entrate».

Il sindaco: «Situazione seguita dagli uffici»

Il Comune di Treviglio si è fatto carico dello stipendio di luglio 2025 e della quattordicesima, mentre l’azienda ha saldato il mese di agosto. All’appello mancano però le mensilità di settembre, ottobre e novembre. «Il Comune ha detto che farà le dovute verifiche e poi eventualmente ce le verserà – hanno chiarito i due operai -. Ma sono passate diverse settimane e non abbiamo ancora visto niente».

Il sindaco di Treviglio Juri Imeri

Il sindaco Juri Imeri ha però chiarito: “Come ampiamente agli atti, il Comune è intervenuto – e tempestivamente – già una prima volta. Rispetto all’ulteriore richiesta, sono in corso le doverose verifiche sulla opportunità e necessità dell’intervento sostitutivo e, in caso di esito positivo, sui conteggi relativi. L’azienda peraltro ha dichiarato che salderà i compensi a gennaio. Da quanto mi risulta gli uffici, in raccordo con l’avvocatura, stanno correttamente operando nell’ambito di una situazione spiacevole, che speriamo si risolva presto».