Le cifre

Corsa all’Isee anche nel 2025: oltre 34 mila dichiarazioni elaborate dal Caf Cisl di Bergamo

Richieste in crescita nella nostra provincia, chi fa domanda ne ha bisogno per assegno unico, studio e disabilità

Corsa all’Isee anche nel 2025: oltre 34 mila dichiarazioni elaborate dal Caf Cisl di Bergamo

Si conferma anche per il 2025 la corsa all’Isee da parte delle famiglie bergamasche, soprattutto per garantire la continuità dei principali sostegni economici, dall’assegno unico alle prestazioni agevolate a carattere continuativo. A fotografare la situazione è il Caf Cisl di Bergamo, che registra numeri in crescita rispetto allo scorso anno.

Nel dettaglio, le Dsu elaborate nel corso del 2025 sono state oltre 34 mila, pari a circa il 23 per cento del totale provinciale, con un incremento dell’1,38 per cento rispetto al 2024. Un dato che conferma l’importanza dello strumento come chiave di accesso al welfare nazionale e locale.

Chi lo chiede e il reddito medio

Dall’analisi qualitativa emerge un profilo ben definito dei dichiaranti: il 56 per cento è rappresentato da donne, contro il 44 per cento di uomini. L’82 per cento è nato in Italia, mentre il 18 per cento all’estero. Complessivamente, le persone coinvolte nelle dichiarazioni Isee superano quota 101mila.

Per quanto riguarda la composizione dei nuclei familiari, il 28 per cento è formato da quattro componenti, il 25 per cento da tre, il 21 per cento da una sola persona, il 14 per cento da due componenti e il 12 per cento da oltre cinque. Nel 51 per cento dei nuclei è presente almeno un minore, mentre nel 22 per cento dei casi figura almeno una persona con disabilità.

L’Isee medio si attesta a 21.658 euro, in aumento rispetto ai 20.028 euro del 2024. Rimane stabile il 2 per cento dei nuclei con Isee pari a zero, privi di reddito e patrimonio. Il 19 per cento ha un indicatore inferiore a 9.360 euro, soglia che nel 2024 consentiva l’accesso all’Assegno di inclusione, mentre nel 40 per cento di questi casi è presente almeno un minore. Complessivamente, il 37 per cento delle famiglie ha un reddito sotto i 15mila euro, il 40 per cento si colloca tra i 15mila e i 30mila euro, il 13 per cento tra i 30mila e i 40mila euro e il 10 per cento supera i 40mila euro.

Richiesto per assegno unico, studio e disabilità

Quanto alle motivazioni della richiesta, oltre il 50 per cento delle Dsu è presentato per l’assegno unico per i figli. Il 56 per cento riguarda comunque servizi per i minori, il 22 per cento il diritto allo studio universitario e un altro 22 per cento i servizi sociosanitari per le persone con disabilità. Nei nuclei che richiedono servizi per i minori, il 62 per cento ha almeno due figli e nel 40 per cento dei casi l’Isee rientra nella fascia tra i 15mila e i 30mila euro.

Le modifiche del Governo

La legge di bilancio 2026 introduce importanti modifiche al calcolo dell’indicatore, riducendo il peso della prima casa sul patrimonio e aumentando la scala di equivalenza per i nuclei con almeno due figli. Secondo le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio, in provincia di Bergamo circa 72mila nuclei dovrebbero beneficiare di un miglioramento dell’Isee: 31mila per effetto delle nuove regole sull’abitazione principale e oltre 56mila grazie alla maggiorazione della scala di equivalenza.

«Valutiamo tendenzialmente positivo l’intervento sull’Isee – commenta Candida Sonzogni, segretaria provinciale della Cisl – soprattutto per l’innalzamento della franchigia sulla prima casa e per il rafforzamento del sostegno alle famiglie con figli. Resta però il rischio di creare confusione applicando la riforma solo alle prestazioni nazionali. Le modifiche non devono snaturarne il senso, ma rafforzare il principio di equità nel trattamento dei cittadini».