Tolte le impalcature

Alla sede riqualificata di Loreto della Croce rossa manca ancora un pezzetto: via alla raccolta fondi

Dopo quasi otto mesi di lavori, l'edificio del Comitato nel quartiere cittadino prende forma. Lanciata una campagna per le donazioni

Alla sede riqualificata di Loreto della Croce rossa manca ancora un pezzetto: via alla raccolta fondi

Dopo quasi otto mesi di lavori, la sede del Comitato di Bergamo della Croce rossa, nel quartiere Loreto, torna finalmente a mostrarsi alla città senza impalcature. Nei giorni scorsi sono infatti state rimosse le strutture che per lungo tempo hanno “ingabbiato” l’edificio, segnando una tappa simbolica ma significativa di un importante intervento di riqualificazione.

La riqualificazione

«Si è realizzato un sogno grazie a un grande lavoro di squadra» commenta con soddisfazione il presidente del Comitato, Gianluca Sforza. Un progetto che affonda le sue radici negli anni precedenti, pensato inizialmente dall’ex presidente Maurizio Bonomi, oggi alla guida della Croce rossa regionale, e portato avanti con decisione dall’attuale dirigenza subito dopo l’insediamento.

L’obiettivo era chiaro: rinnovare un immobile costruito negli anni Sessanta, ormai non più adeguato alle esigenze operative e logistiche di una realtà complessa, offrendo spazi moderni, sicuri e confortevoli a volontari, dipendenti e cittadini. Il percorso non è stato semplice: l’iter burocratico e tecnico è stato articolato e vincolato al rispetto delle tempistiche previste dalla normativa sui bonus edilizi.

Da sinistra, Stefano Fiori e Gianluca Sforza

Un ruolo centrale nel cantiere lo ha avuto Stefano Fiori, geometra di professione e volontario della Croce Rossa, che ha seguito i lavori di riqualificazione. «La priorità era la sicurezza», spiega, ricordando come oltre 150 operai siano stati coinvolti negli interventi. Il risultato è un edificio profondamente trasformato: miglioramento sismico ed energetico, messa in sicurezza di solai e soffitti, facciate completamente coibentate e impianti di nuova generazione.

Illuminazione a Led, un impianto fotovoltaico da 20 kilowatt, pompe di calore e serramenti ad alta efficienza garantiranno un sensibile risparmio energetico negli anni futuri. Anche gli spazi interni sono stati rimodulati per rispondere meglio alle esigenze operative, restituendo alla città una sede con un “vestito nuovo”. I prossimi mesi, tuttavia, saranno ancora impegnativi. Restano da realizzare una nuova sala server, un magazzino dedicato alle attività sociali, un ascensore per l’abbattimento totale delle barriere architettoniche e una nuova scala di sicurezza, interventi fondamentali per completare il progetto.

La raccolta fondi

Alcuni interventi accessori devono ancora essere completati e, per questo, il Comitato ha avviato una raccolta fondi. L’obiettivo è rientrare nella sede rinnovata entro il prossimo mese di maggio, lasciando le attuali sistemazioni provvisorie ospitate presso l’Accademia della Guardia di Finanza e in spazi messi a disposizione da Ferretti Casa e dal Comune di Bergamo.

Proprio per sostenere questa fase finale è nata la campagna di fundraising “Guarda cosa stiamo costruendo”, ideata da Silvia Oberti, responsabile della raccolta fondi del Comitato. L’invito è rivolto a cittadini e aziende, chiamati a contribuire alla realizzazione di una sede che ospiterà anche la presidenza e gli uffici del Comitato Bergamo Hinterland e l’Archivio storico. «Siamo un punto di riferimento per la comunità – spiega Oberti – e vorremmo che tutti potessero sentire questo luogo un po’ proprio».

Per partecipare alla raccolta fondi è possibile consultare il sito donazioni.cribergamo.it, mentre per ulteriori informazioni si può scrivere all’indirizzo bergamo@cri.it. Un modo concreto per sostenere uno spazio che continuerà a essere un punto nevralgico per la salute, l’inclusione sociale e la gestione delle emergenze sul territorio.