L’allarme lo ha lanciato ieri (martedì 6 gennaio) l’associazione Plastic Free Onlus: durante le ultime attività di raccolta rifiuti organizzate a Bergamo e provincia, sempre più spesso vengono trovate bombole di protossido di azoto abbandonate in parchi pubblici, parcheggi, zone industriali e aree verdi.

“Sballo” a basso costo
L’associazione di volontariato – che dal 2019 è impegnata nel contrastare l’inquinamento da plastica – sottolinea come si tratti di un dato particolarmente preoccupante. Spesso, infatti, queste bombole vengono utilizzate da adolescenti e giovani come sostanza per “sballarsi” in modo economico e rapido. Rappresentano quindi un rischio concreto sia per la salute umana che per l’ambiente.
«Segnale di un disagio»
«Non possiamo più ignorare ciò che troviamo sul territorio – ha dichiarato Lorenzo Sauro, referente provinciale di Plastic Free Onlus -. Queste bombole non sono semplici rifiuti: sono il segnale di un disagio giovanile diffuso, che si esprime attraverso l’uso improprio di sostanze a rischio e l’abbandono deliberato di rifiuti tossici. Dobbiamo reagire con informazione, prevenzione e responsabilità collettiva».
Per Plastic Free, l’abbandono dei rifiuti è spesso il sintomo di problemi sociali più profondi: «Continueremo a rimuovere ogni rifiuto che troviamo – ha concluso Sauro -, ma vogliamo soprattutto accendere i riflettori su questa nuova minaccia. Invitiamo tutti a segnalare eventuali ritrovamenti, a parlarne apertamente con i più giovani e a supportare le nostre attività di sensibilizzazione. Solo insieme possiamo proteggere davvero il nostro territorio».