Ad Alzano Lombardo anche quest’anno si è ripetuta una scena che ormai è diventata una piccola tradizione di Natale alla Rsa della Fondazione Martino Zanchi.
Venticinque anziani ospiti hanno espresso un desiderio e qualcuno, da fuori, l’ha realizzato. Non si tratta dei loro parenti: sono i “Nipoti di Babbo Natale”, persone sconosciute che decidono di regalare qualcosa per fare felice un anziano. «Vedere i loro occhi illuminarsi quando arriva il regalo è sempre una grande emozione», racconta Michela Valle, educatrice della struttura.
Di che cosa si tratta
Questo progetto fa parte di un’iniziativa nazionale, promossa dall’associazione “Un Sorriso in Più Onlus” e organizzata attraverso il sito ufficiale (www.nipotidibabbonatale.it). In pratica, le case di riposo raccolgono i desideri degli anziani e li pubblicano online. Chiunque, da qualsiasi parte d’Italia o del mondo, può collegarsi al sito, scegliere un desiderio e realizzarlo: può regalare un oggetto, un’esperienza o anche solo un momento di compagnia.
Il nome “Nipote di Babbo Natale” è infatti una bella metafora: queste persone non sono i parenti reali degli anziani, ma diventano nipoti per un Natale, scelgono un desiderio, lo esaudiscono e magari incontrano l’anziano di persona o in video-chiamata.
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Desideri semplici
La Rsa di Alzano ha conosciuto il progetto nel 2020, proprio durante il periodo più difficile del Covid. «Ne avevamo sentito parlare alla radio e ci ha colpito subito. In un momento in cui gli anziani erano isolati, questo progetto dava loro una voce e un momento di gioia pura», spiega Michela. Da allora non si sono più fermati.
Alla Martino Zanchi la raccolta dei desideri parte già a novembre. «Raccontiamo cos’è questo progetto e chiediamo agli ospiti che cosa vorrebbero per Natale. Non serve niente di esagerato: molto spesso sono richieste semplici, ma gli anziani fanno fatica a chiedere perché pensano di esagerare».
I desideri? Piccoli, semplici, ma pieni di significato. «Per qualcuno una crema o un maglione sembra davvero già troppo. Allora sta a noi educatori aiutarli e incoraggiarli», spiega Michela Valle.
C’è chi ha chiesto un maglioncino rosso, chi un libro, chi un gioco per tenere la mente allenata. «Rita, per esempio, ha chiesto un libro di allenamento mentale. Lei è bravissima, lo fa da sempre. Quando è arrivata Ester (…)