I jolly sono sostanzialmente finiti. Anche se c’è ancora un girone da giocare e tutto può succedere, alcuni passaggi sono quasi obbligati per continuare a guardare avanti con la stessa fiducia di oggi. E buttare alle ortiche la doppia vittoria con Roma e Bologna sarebbe un mezzo delitto.
Oltre a questi, ci sono un sacco di altri motivi per ritenere Atalanta-Torino (in programma stasera, 10 gennaio) una di quelle gare che nell’economia della stagione non puoi e non devi sbagliare. Caricarla in questo modo è rischioso, perché se non arrivassero i 3 punti ci sarebbe il rischio di dover rimodulare tutti i ragionamenti. Però non possiamo far finta di nulla. Non possiamo pensare che quella di stasera sia una gara normale.
Certo, non sarà semplice. Chi lo pensa, sbaglia tutto. Però i 3 punti in palio sono davvero pesanti: se li ottenessi, saliresti a 31 con il Como e il Bologna (che hanno una partita da recuperare), in campo l’uno contro l’altro sempre oggi alle 15. C’è quindi la possibilità di recuperare punti su almeno una delle due squadre a prescindere.
E poi vincere ti aiuta a vincere. Le formazioni di vertice adesso sembrano troppo lontane, ma Napoli-Verona 2-2 e Milan-Genoa 1-1 hanno dimostrato che tutto può succedere. Come Juventus-Lecce 1-1. Guai a pensare che sia finita, quindi.
Tra nerazzurri e granata ci sono delle differenze. Il Torino, nel corso degli anni e per bocca del suo presidente, ha provato a migliorarsi per avvicinarsi proprio alla Dea, ma non ci è mai riuscito. I campionati dei granata sono spesso sciapi, privi di ambizioni. Dei valori ci sono, ma certo non al livello di quelli atalantini. Un discorso che vale anche – con le dovute differenze – per il Verona, la Cremonese, il Parma, il Pisa. Avversarie contro cui l’Atalanta, nel girone di andata, ha fatto appena 3 punti. Gli stessi che servono oggi per continuare a sognare.