Allo scadere del 2025, il tema è già stato all’ordine del giorno in Regione Lombardia grazie a una mozione bipartisan di tutti i consiglieri (di maggioranza e di opposizione) bergamaschi. Ma adesso il tema dei fondi da trovare per rendere operativa la linea T2 Bergamo–Villa d’Almè, in costruzione grazie ai finanziamenti del Pnrr, è arrivato anche in Parlamento.
Chi ci mette i soldi?
Devis Dori, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha infatti presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti al riguardo, sottolineando come l’avvio del servizio il prossimo autunno, a operare conclusa, sia seriamente a rischio.
Se, a differenza di altre importanti opere finanziate dal Pnrr sul nostro territorio (vedi i cantieri Rfi e la nuova sede della Gamec), i lavori per la T2 procedono secondo programma – purtroppo recando degli inevitabili disagi ai cittadini -, a preoccupare è il futuro. In soldoni (è proprio il caso di dirlo), per rendere operativa la tratta tranviaria serviranno 1,7 milioni già quest’anno, poi altri 5,4 milioni nel 2027 e altrettanti nel 2028. E la domanda è semplice: chi ce li mette?
Le critiche a Regione Lombardia
«La T2 è un’opera attesa da anni e oggi in fase avanzata di realizzazione, con i lavori che hanno già superato il 65 per cento – dichiara Devis Dori -. Sarebbe inaccettabile arrivare all’inaugurazione senza la certezza delle risorse per farla funzionare. Per questo ho chiesto al ministro se sia a conoscenza della criticità finanziaria e quali iniziative intenda assumere, anche in coordinamento con Regione Lombardia, per garantire i fondi necessari attraverso un nuovo riparto del Fondo nazionale per il Trasporto pubblico locale. La T2 non è solo un’infrastruttura, ma una scelta di modello di mobilità e di sviluppo. Senza risorse certe per la gestione, ogni annuncio resta propaganda».
Dori non lesina una stoccata a Regione: «Ora servono risposte chiare e impegni concreti. Soprattutto da Regione Lombardia che, a oggi, preferisce sprecare decine di milioni di euro pubblici per una colata di cemento come per l’autostrada Treviglio-Dalmine, anziché concludere la T2 e potenziare i disastrosi collegamenti ferroviari fra Bergamo e Milano. Chiediamo quindi che Regione si prenda le sue responsabilità, è una loro scelta politica quella di bloccare la T2 per costruire una nuova inutile autostrada. Questa è la loro miope visione del territorio».
«È una questione di priorità politiche»
Anche Giuseppe Canducci, co-portavoce di Europa Verde Bergamo, sottolinea le contraddizioni delle scelte di Regione: «Da un lato si mettono in discussione risorse fondamentali per un’infrastruttura sostenibile, già in costruzione e utile a migliaia di persone; dall’altro Regione Lombardia continua a tenere in piedi progetti come la Paladina–Sedrina, un’opera fortemente impattante dal punto di vista ambientale, dal costo stimato di oltre 500 milioni di euro, che non immaginiamo dove riescano a trovare. È una questione di priorità politiche».