Dopo un periodo in prestito, ha fatto ritorno alla biblioteca civica Angelo Mai la “Pianta di Bergamo con il perimetro delle mura tracciato in nero”, dipinto dall’eccezionale valore storico e documentario comunemente noto come “Pianta di Alvise Cima”, concesso eccezionalmente per poco più di un anno al neonato Museo delle Mura di Bergamo.
Una nuova collocazione
Di proprietà del Comune di Bergamo, l’opera è stata collocata, nella mattinata di oggi (mercoledì 14 gennaio), nella Sala di consultazione di Casa Suardi, in Piazza Vecchia, sede dell’Archivio storico comunale. L’olio su tela (cm 164 x 104,5) è considerato una delle più antiche e accurate rappresentazioni realistiche della città di Bergamo.
La pianta raffigura la città “a volo d’uccello”, ossia con una restituzione dall’alto, con il perimetro delle mura evidenziato in nero. In alto compaiono i santi protettori della città e della diocesi, Sant’Alessandro martire e San Vincenzo diacono, mentre nella parte sottostante sono riportate le legende dei luoghi.
L’opera, concessa eccezionalmente in prestito al Museo delle Mura di Bergamo a partire da settembre 2024, rientra ora nella biblioteca Mai. «Prima del prestito, la Pianta di Bergamo era collocata in spazi non aperti direttamente al pubblico e quindi di limitato accesso – spiega Sergio Gandi, vicesindaco e assessore alla Cultura -. La sistemazione in Casa Suardi, invece, ne garantisce la piena fruizione pubblica. Un’operazione in linea con il nuovo corso intrapreso dalla Biblioteca Mai, costellato di iniziative volte ad avvicinare sempre più la cittadinanza alla biblioteca, luogo vivo di cultura e partecipazione».

«Il Cima era posizionato nel mio ufficio, ed è stato il mio primo strumento di conoscenza della trama storica di Città Alta – racconta Cristiana Iommi, direttrice della Biblioteca A. Mai – e nutro per questa opera un particolare affetto. La decisione di un nuovo posizionamento nella Sala di consultazione di Casa Suardi, sede di conservazione dell’Archivio storico comunale, maturata con la responsabile della Sezione Archivi, dott.ssa Francesca Giupponi, vuole essere un invito aperto alla cittadinanza e alla comunità di utenti e visitatori a godere pienamente di questo capolavoro bergamasco».
Tradizionalmente ritenuta opera di Alvise Cima, pittore e cartografo bergamasco, la “Pianta di Bergamo”, oggi attribuita a un anonimo bergamasco tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, è considerata una delle più nitide e chiare vedute medioevali di Bergamo giunte fino a noi.