Hanno ragione Gianantonio Arnoldi (amministratore di Cal, Concessioni autostradali lombarde), Antonio Sala (presidente di Autostrade Bergamasche Spa) e Claudia Terzi (assessora regionale alle Infrastrutture) quando dicono che la Commissione ministeriale per la Valutazione d’impatto ambientale non ha bocciato il progetto dell’autostrada Bergamo-Treviglio.
Ma il 2 in pagella rifilato a seguito dell’esame del copioso incartamento, e tradottosi in quasi sessanta pagine di annotazioni, richiesta di modifiche e critiche (anche pesanti, seppur espresse nel freddo gergo tecnico-burocratico), non può essere derubricato a un «passaggio normale che fa parte dell’iter» o a una semplice «prassi del Ministero». Perché quel “votaccio” si trasformi in una sufficienza – almeno -, serviranno molte integrazioni, revisioni, nuovi studi. E i tempi sono stretti: ufficialmente, venti giorni. Arnoldi ha però già fatto sapere che, come legge consente, è stata richiesta la proroga massima prevista, ovvero 120 giorni. Quattro mesi.
Quattro mesi per rifare tutto
Sala ha spiegato che il team tecnico di Autostrade Bergamasche è già al lavoro. Ma quattro mesi sono davvero pochi se si considera la rilevanza delle richieste avanzate dal Ministero, che è come se chiedessero di “ridisegnare” da zero (o quasi) l’intero progetto. Un progetto definitivo che, non va dimenticato, era stato presentato il maggio scorso con un ritardo di svariati mesi rispetto agli annunci iniziali.
I precedenti, quindi, non dovrebbero indurre all’ottimismo. Ma, almeno pubblicamente, i proponenti dell’infrastruttura paiono tranquilli. «Nessun allarmismo» ha esplicitamente detto l’assessora Terzi. Forse un messaggio rivolto anche ai colleghi di Giunta in quel di Palazzo Lombardia, dato che Regione sostiene il progetto anche economicamente, avendo previsto un contributo da ben 146 milioni di euro.
Arnoldi, invece, s’aggrappa all’esperienza: «Alcune osservazioni sono sicuramente consistenti – ha detto a L’Eco di Bergamo -, ma nulla di drammatico». Al Corriere ha poi aggiunto: «Le integrazioni che erano state richiesta per la Pedemontana erano ben peggiori». Il che, a dirla tutta, rassicura poco: se ci si è già passati, com’è che in questo caso non si è preteso un lavoro più certosino, meticoloso, attento?
Errare è umano, perseverare… O forse, più semplicemente, meglio di così non si poteva fare. Nel senso che, come sostengono ormai da anni i Comuni contrari all’opera (ben otto su undici toccati dal tracciato), svariate associazioni e comitati di cittadini e una bella fetta dell’opinione pubblica, l’autostrada Bergamo-Treviglio porterà più disagi e problemi che vantaggi, se non per i privati interessati alla sua realizzazione e al conseguente indotto economico a cui darà vita. Insomma, il cosiddetto “partito del no a prescindere” si sta dimostrando una mera invenzione narrativa di chi vuole l’infrastruttura, perché chi dice “no” ha più di un valido motivo per farlo.
Domande senza risposta
In tal senso, il documento della Commissione tecnica sulla Via del Ministero ne è l’ennesima riprova (…)