Casa di riposo

Rsa di Gandino, ben dieci milioni di lavori per regalare alla struttura una seconda giovinezza

Completati gli interventi grazie al Superbonus. Adeguamenti antisismici, impianti moderni e investimenti interni per un futuro più efficiente

Rsa di Gandino, ben dieci milioni di lavori per regalare alla struttura una seconda giovinezza

Negli ultimi mesi la “Fondazione Cecilia Caccia in Del Negro” di Gandino ha ricordato i vent’anni della nuova struttura, inaugurata nel 2005. Per la storica istituzione (fu ospedale già dal 1640) si tratta di un anno zero, foriero di una seconda giovinezza.

Nel 2025 è infatti entrato in carica il nuovo presidente Nino Noris (al posto del dimissionario Angelo Imberti) e, soprattutto, sono stati ultimati i lavori avviati nel 2024 che complessivamente superano i dieci milioni di euro, di cui oltre nove garantiti dal Superbonus 110%.

«Siamo intervenuti in maniera radicale – conferma Noris – per dare risposte concrete alle necessità degli ospiti, attualmente 150 con 119 operatori. Lo sforzo economico (per la parte di fondi propri) è stato importante, ma la qualità dell’accoglienza è una priorità assoluta».

La struttura (quattro piani e due interrati, per complessivi 6.500 metri quadrati) è molto articolata. L’intervento con il Superbonus è stato realizzato su progetto della Kinventio, con l’ingegner Denis Flaccadori direttore dei lavori. Il cantiere è stato affidato alla Stema Costruzioni Generali di Bergamo. Da ricordare anche Gloria Previtali, direttore tecnico del cantiere, Gabriele Cortesi, coordinatore sicurezza, e Tiziano Cavallini della Kronos, responsabile nominato dalla Fondazione.

«L’intervento – sottolinea Renato Guatterini di Stema – è stato a costo zero per la Fondazione, che ora dispone di una struttura con nuovo cappotto termico in classe energetica A3, comfort abitativo elevato e risparmio energetico per riscaldamento e raffrescamento estivo. Abbiamo garantito la messa a norma antisismica, più stringente con il passaggio dell’area da zona 4 a zona 3. Si aggiungano la completa sostituzione di serramenti e sistemi oscuranti, il rifacimento della copertura, e gli impianti per il trattamento dell’aria. Abbiamo fornito un servizio completo e qualificato, che consentirà alla Fondazione di evitare nei prossimi anni necessità manutentive che altrimenti sarebbero insorte».

Come detto, oltre ai lavori legati al Superbonus, la Fondazione ha portato avanti anche lavori con fondi propri per oltre un milione di euro. «Dobbiamo ricordare – aggiunge Noris – il nuovo impianto Led per 180 mila euro, il condizionamento per 450 mila euro, l’impianto fotovoltaico da 75 kw per 110 mila e l’ampliamento parcheggio dipendenti per 250 mila euro che partirà a fine mese. Abbiamo installato il nuovo impianto di sollevamento a parete nelle camere di degenza (escluso reparto Alzheimer), acquistato nuovi arredi per le aree comuni. Siamo al lavoro per installare nei prossimi mesi una nuova caldaia».

Dalla scorsa primavera è in carica il nuovo direttivo, che comprende il vicepresidente Sergio Bosio (bilancio e acquisti), Pietro Nodari (personale e organizzazione interna), Michele Castelli e Luciano Longhi (lavori e manutenzioni), Sara Parolini (delegata della parrocchia, rapporti con le famiglie), Cristina Nodari (nominata dalle associazioni e delegata al volontariato). Dal 1° novembre è in carica anche il nuovo direttore sanitario dott. Cesare Maffeis (già a Gandino in passato), presidente dell’Associazione Case di Riposo Bergamasche e con grande esperienza nel settore socio sanitario.

«Il 2026 sarà un anno impegnativo – conferma Elio Tabotta, direttore generale della Fondazione -, sia per la scadenza ormai prossima circa il passaggio delle onlus a impresa sociale o ente del terzo settore, sia per le controverse e attese ipotesi legislative relative alle rette dei pazienti Alzheimer. Al centro del nostro impegno restano gli ospiti, che godono anche dell’impegno di tanti volontari e di un’attenzione complessiva della comunità gandinese davvero ammirevole».