Si apre uno spiraglio per il futuro di Sabbio e delle sue storiche aziende agricole. “Viviani ortaggi”, “Il girasole” e “Viviani fratelli” vedono allontanarsi, almeno per ora, lo spettro degli espropri. Il progetto della nuova autostrada Bergamo-Treviglio, che nel tracciato attuale taglierebbe i loro terreni, ha subito un brusco altolà direttamente dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
La sopravvivenza delle tre imprese era legata a un’osservazione ufficiale che il Comune di Dalmine avrebbe dovuto presentare al Ministero per chiedere lo spostamento del percorso. Tuttavia, un errore nelle tempistiche ha rischiato di compromettere tutto: mentre la giunta Bramani ha inviato regolarmente undici osservazioni entro la scadenza del 25 settembre, quella fondamentale per la salvaguardia delle aziende di Sabbio è stata presentata in ritardo, rischiando l’inammissibilità.
Nonostante questo inciampo burocratico, la partita resta aperta grazie alle altre osservazioni giunte sul tavolo del Ministero, tra cui quelle del Pd Dalmine, che ha espresso «immensa soddisfazione» nel vedere le proprie istanze recepite nel documento ministeriale di ben 50 pagine.
Secondo i tecnici ministeriali, il progetto attuale soffrirebbe di una grave arretratezza. L’infrastruttura è stata infatti disegnata sulla base di Piani di governo del territorio ormai superati, ignorando come la realtà sia profondamente mutata negli ultimi anni. Anche i flussi di traffico su cui si basa il piano sono ritenuti obsoleti, rendendo necessaria una nuova analisi costi-benefici che giustifichi l’utilità reale dell’opera oggi.
Il Ministero sottolinea inoltre come l’attuale disegno non abbia più nulla a che vedere con l’idea originaria di vent’anni fa, avendo perso il collegamento strategico con la Pedemontana. La critica più dura riguarda però l’assenza di una reale analisi delle alternative: non è stata data sufficiente importanza all’opzione “zero” (il non fare l’opera) né alla ricerca di tracciati che evitino di sacrificare le preziose zone agricole di Sabbio. A questo si aggiungono serie preoccupazioni per l’assetto idrogeologico e l’impatto climatico, con il rischio di alluvioni in zone già fragili come quelle tra Levate e Dalmine.
«Il documento del Ministero dell’Ambiente evidenzia tutte le carenze (…)