L'editoriale di Jacobelli

Se il Parma era una prova per Union Saint-Gilloise e Como, è andata bene. Anzi, benone

Palladino si aspettava la reazione dell'Atalanta dopo lo choc Athletic. La risposta è stata decisamente vigorosa

Se il Parma era una prova per Union Saint-Gilloise e Como, è andata bene. Anzi, benone

di Xavier Jacobelli

Raffaele Palladino si aspettava la reazione dell’Atalanta dopo lo choc Athletic. La risposta è stata decisamente vigorosa, scandita dal 4-0 al Parma, che in trasferta aveva alle spalle 3 vittorie, 4 pareggi e 2 sole sconfitte.

Al di là del punteggio, punizione severa per gli emiliani battutisi comunque con orgoglio, c’è la qualità della prestazione atalantina: non poteva essere più corroborante in vista della sfida all’Union St. Gilloise e, a ruota, al Como, il 1° febbraio al Sinigaglia, già autentico spareggio per un posto nell’Europa prossima ventura.

Dato a de Roon ciò che è di de Roon, Gran Totem di Bergamo che ha voluto partecipare alla festa del gol, balza evidente la prolificità della squadra bergamasca. Scaturisce da un reparto offensivo degno della Champions League. Al Parma hanno segnato Scamacca (20 presenze fra campionato e coppe, 8 gol, 2 assist); Raspadori (seconda presenza, la prima da titolare e primo centro in nerazzurro) e Krstovic (quinto gol nelle ultime 5 partite, totale sinora: 24 presenze, 6 gol e 4 assist). De Ketelaere ha illuminato la manovra da par suo; Lookman ha scaldato i muscoli nel finale, in vista di Bruxelles. Samardzic e Maldini (tuttora al centro dell’attenzione laziale) completano l’organico che consente a Paladino di variare l’assetto offensivo a seconda degli sviluppi della partita.

Così ha fatto contro il Parma e l’ha fatto nel modo migliore, rivelandosi anche un buon psicologo in sede di preparazione alla partita, con la mossa del giorno di riposo concesso alla squadra dopo la delusione patita con i baschi. L’Atalanta ha ricaricato le pile, Cuenta se n’è accorto, ma le contromosse della ripresa non hanno cambiato l’indirizzo dell’incontro.

Sugli scudi, Raspadori, alla cinquantesima partita con Scamacca dai tempi del Sassuolo, con il quale se l’intende a occhi chiusi, il che conforta anche Gattuso in chiave azzurra. La duttilità d’impiego dell’ex Colchonero, punta multiruolo, è una carta in più per Palladino, alla decima vittoria nelle 15 partite guidate sinora sulla panchina della Dea. Che ha ricominciato subito a correre anche grazie a Carnesecchi, pure stavolta autore di parate all’altezza di un portiere della Nazionale. Come dire che, se la partita con i gialloblù era una prova generale per Union St. Gilloise e Como, la prova è andata bene. Anzi, benone.