Si è spento a soli dodici anni, dopo aver combattuto per quindici mesi contro la leucemia. Carlo Pasta, residente ad Azzonica di Sorisole, anche nei momenti più bui ha rappresentato un esempio di coraggio e forza per chi gli voleva bene. Purtroppo, a causa della malattia, è spirato nella notte tra il 22 e il 23 gennaio, circondato dall’amore dei suoi affetti.
La diagnosi e il coraggio di Carlo
Carlo viveva ad Azzonica di Sorisole con i genitori, mamma Luisa e papà Matteo, la sorella maggiore Sofia di quindici anni e il fratellino Nico, di dieci. A L’Eco di Bergamo, la mamma ha raccontato la vita di Carlo: amava giocare a calcio, era nella squadra Virtus Oratorio Petosino, tifava Atalanta. Amava la natura.
Il 12 ottobre 2024 la terribile diagnosi. Tra i primi sintomi quella che sembrava una banale influenza: forte mal di gola e febbre, che però non accennava a scendere. Poco dopo aver iniziato una cura antibiotica, ecco comparire piccole macchie rosse sul collo: il sesto senso di madre ha spinto Luisa a portare Carlo dalla guardia medica, che ha subito indirizzato la famiglia al Papa Giovanni di Bergamo.
In ospedale, vengono effettuati tutti gli esami del caso. Due ore più tardi, il terribile responso: leucemia. Per tre mesi viene curato tra le corsie del Papa Giovanni e la sua casa. L’isolamento, obbligato, lo ha costretto a lasciare la squadra di calcio e la scuola, che per lui è proseguita grazie alle lezioni a distanza. Era sempre in contatto con gli amici, attraverso le videochiamate.
Nonostante all’inizio Carlo sembrasse rispondere bene alle terapie, i medici consigliano di rivolgersi ad altri centri. Il 25 febbraio 2025 viene trasferito al Bambin Gesù di Roma: la mamma lascia il lavoro, il papà li raggiunge ogni fine settimana.
Da quel momento si tentano altre strade: prima una terapia di nuova generazione chiamata “Car-T”, che prevede la reinfusione delle sue stesse cellule ma con Dna modificato, poi la donazione di cellule del sangue di suo padre.
Quarantacinque giorni dopo, una recidiva lo ha costretto ad affrontare la radioterapia. Purtroppo, nonostante le cure, la malattia diventava sempre più aggressiva. Dopo quindici mesi di lotta, Carlo Pasta si è spento nella notte tra il 22 e il 23 gennaio, circondato dall’amore dei famigliari.
La mamma ha raccontato che l’amato figlio non ha mai perso conoscenza, nonostante il farmaco somministrato dai medici. Fino all’ultimo, ha rassicurato tutti, dicendo che andava tutto bene. I funerali verranno celebrati alle 15 di oggi, lunedì 26 gennaio, nella chiesa parrocchiale di Azzonica.
Nella chiesina di Sant’Anna, dove è stata allestita la camera ardente, le catechiste hanno posizionato una scatola per accogliere disegni, lettere e offerte a sostegno della famiglia. Lo scorso sabato, durante la partita amichevole tra La Torre e il Ponteranica, dove ora giocano gli ex compagni di calcio di Carlo, ha osservato un minuto di silenzio per ricordarlo.