Futuro da scrivere

Baruffi nuovo presidente ad interim della Blu Basket Bergamo: «Sonderò gli imprenditori del territorio»

Dopo le dimissioni di Mascio, l'architetto caravaggino raccoglie il testimone. L'appello alla città: «Domenica dateci un segnale concreto»

Baruffi nuovo presidente ad interim della Blu Basket Bergamo: «Sonderò gli imprenditori del territorio»

Il Consiglio di amministrazione della Blu Basket Bergamo, riunitosi nel pomeriggio di ieri (lunedì 26 gennaio), ha ufficializzato il cambio al vertice: Riccardo Baruffi, architetto caravaggino già vicepresidente del club, è il nuovo presidente ad interim che subentra a Stefano Mascio. Una nomina-ponte in attesa di capire se esistano le condizioni per costruire un futuro solido per il basket di alto livello nel capoluogo orobico.

La missione di Baruffi

Il mandato affidato a Baruffi è chiaro e urgente: «Ho ricevuto un mandato per sondare gli imprenditori di Bergamo e provincia per verificare, in qualche settimana ma non oltre, se ci sia una reale volontà di portare avanti il basket di alto livello in città, se c’è qualcuno che vuole farsi avanti concretamente», ha spiegato il neoeletto presidente ad interim.

Il tempo stringe e la situazione richiede risposte rapide. Mascio aveva annunciato le dimissioni mercoledì 21 gennaio dopo la vittoria contro Verona, lamentando la mancanza di sostegno concreto da parte del territorio e la difficoltà di giocare stabilmente a Monza anziché nella città di cui la squadra porta il nome. «Sui giornali locali viene privilegiata la serie B di un’altra città rispetto a una A2 che porta il proprio nome», aveva dichiarato, riferendosi a Treviglio.

Un paradosso tutto bergamasco

Le lamentele di Mascio hanno un fondamento oggettivo, ma vanno contestualizzate. La Blu Basket nasce a Treviglio nel 1971 e per cinquant’anni ha costruito lì la propria identità. Nel 2024, per volere dello stesso Mascio, era avvenuto il controverso trasferimento a Orzinuovi, accolto da proteste e polemiche.

Dopo una sola stagione travagliata in Franciacorta, nell’estate 2025 ecco il nuovo trasloco a Bergamo, dove però – e questo era noto fin dall’inizio – manca un palazzetto disponibile stabilmente per il campionato. La ChorusLife Arena, struttura privata dal cartellone fittissimo, può ospitare solo alcune partite concordate, mentre il resto delle gare casalinghe si disputa all’Opiquad Arena di Monza.

La Blu Basket in azione alla ChorusLife Arena lo scorso ottobre

Il risultato è un paradosso: una squadra che si chiama Bergamo ma che gioca altrove, faticando a costruire una base di tifosi fidelizzati. Eppure, quando la Blu Basket ha giocato in città – domenica 12 ottobre contro l’Urania Milano (vittoria 77-69) e mercoledì 16 ottobre contro Pesaro (sconfitta 101-83) – la risposta del pubblico era stata straordinaria: quasi cinquemila persone in due serate hanno dimostrato quanto la città abbia fame di basket.

L’appello per la sfida contro Rieti

Ed è proprio su questo che Baruffi punta per il futuro immediato. Domenica primo febbraio alle 18, la Blu Basket tornerà a giocare alla ChorusLife Arena contro Rieti, a tre mesi e mezzo dall’ultima apparizione casalinga. Sarà un test fondamentale.

«La squadra sta facendo la sua parte, ha vinto tre delle ultime quattro partite: ora auspichiamo che il pubblico bergamasco risponda presente – ha sottolineato Baruffi -. Chi vuole avere il basket ad alto livello a Bergamo domenica dia un segnale concreto e venga alla ChorusLife Arena a sostenerci, a farci sentire che Bergamo è con noi».

La Blu Basket in azione alla ChorusLife Arena lo scorso ottobre

Sul parquet, la squadra di coach Alessandro Ramagli sta attraversando un buon momento: dopo il successo contro Verona (87-82 ai supplementari), è arrivato anche il colpo esterno a Cento (71-67), nonostante le rotazioni ridotte a soli sette uomini per le assenze di Bossi e Lombardi. Dodici vittorie stagionali e 24 punti in classifica fin qui per la franchigia bergamasca, trascinata dai 21 punti di media di un super D’Angelo Harrison.

Un futuro ancora da scrivere

Ma il nodo resta quello societario e territoriale. Mascio, che resterà proprietario del club e main sponsor attraverso il Gruppo Mascio, ha fatto un passo indietro convinto che il problema fossero le tensioni legate al passato. Baruffi ora ha poche settimane per capire se esistano imprenditori bergamaschi disposti a credere concretamente nel progetto.

L’alternativa? Uno scenario ancora nebuloso, che potrebbe mettere a rischio la continuità di un’avventura che sportivamente sta funzionando, ma che dal punto di vista dell’identità territoriale fatica ancora a trovare una casa stabile. Domenica sarà il primo vero banco di prova: se il pubblico risponderà presente come nelle prime due occasioni, Bergamo dimostrerà di meritare davvero la Serie A2. E magari, un domani, anche la A1 a cui Mascio ha sempre ambito.