Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i raggiri che coinvolgono vittime fragili, anche a Bergamo, attraverso la tecnica dello “Spoofing”. L’episodio più inquietante ha visto protagonista un anziano ricevere una chiamata dal numero dei carabinieri di Albino, che si è rivelato essere autentico, ma utilizzato in modo fraudolento per ingannare e sottrarre preziosi per 200 mila euro.
Cos’è lo Spoofing
Lo “Spoofing” è una tecnica di frode informatica molto ingegnosa che permette di falsificare la propria identità, cambiando i dati (email, numeri di telefono, IP), in modo che appaia come una fonte attendibile e creando così confusione a colui che il malvivente vuole truffare.
La truffa e la cattura dei malfattori
Il 5 marzo 2025, un anziano è stato vittima di una truffa telefonica: i malfattori, spacciandosi al telefono per carabinieri di Albino, hanno convinto l’uomo a consegnare gioielli e monili per un valore di circa 200 mila euro. Il truffatore alla cornetta del telefono, spacciatosi per un certo capitano Bruno Lo Costa, ha detto alla vittima di “mettere al sicuro” i suoi beni spiegandogli che questi verranno custoditi in una cella di sicurezza in caserma. In contemporanea, mentre l’anziano aveva ancora la telefonata aperta, sotto casa gli si sono presentati un uomo e una donna, anche loro spacciatisi come carabinieri, che sono passati a raccogliere il bottino che ammontava a un valore di 200mila euro. Subito dopo, la telefonata si è chiusa e i malviventi sono svaniti.
Le telecamere di sorveglianza dell’abitazione hanno registrato il passaggio di una Renault Clio bianca, usata da due sospetti provenienti da Caserta, poi arrestati a Milano due giorni dopo, durante una perquisizione a Brescia. Le indagini, condotte dalla pm Emma Vittorio, hanno scoperto un’organizzazione criminale proveniente dalla Campania, specializzata in truffe telefoniche e in furti di beni di alto valore, con membri che si spostano al Nord in auto a noleggio per mettere a segno i colpi.
Truffe anche a Bergamo
A Bergamo negli ultimi periodi si sono verificati altri tre casi di truffe:
- Nel primo caso, accaduto il 27 marzo, un 47enne napoletano un uomo si è spacciato per un ufficiale dei Carabinieri, chiamando un’anziana donna e fingendo di dover chiarire un caso di rapina a mano armata avvenuta in provincia di Varese. Con un diversivo, ha indirizzato il figlio e il marito verso la caserma e poi al tribunale, lasciando la casa incustodita. Nel frattempo, la vittima ha ricevuto un’altra telefonata chiedendo di confrontare i gioielli rubati con quelli in suo possesso. Pochi minuti dopo, si è presentato un uomo vestito di nero, che si è qualificato come perito del Tribunale e ha ricevuto i gioielli. La telecamera di un taxi ha ripreso il truffatore, riconosciuto poi dalla vittima.
- Nel secondo caso, accaduto il 9 gennaio, un 55enne napoletano si è finto maresciallo della Guardia di Finanza e ha raggirato un’89enne di via Tito Legrenzi, accusandola di ricettazione. Per evitare una perquisizione, ha proposto un controllo “informale” sui gioielli, e una volta entrato in casa, ha fatto consegnare monili e 100 euro. Pochi minuti dopo è stato fermato dai carabinieri con uno zaino pieno di gioielli in viale Giulio Cesare, vicino allo stadio dell’Atalanta. La donna lo ha immediatamente riconosciuto.
- Nel terzo caso invece, verificatosi il 16 settembre dell’anno scorso, un 26enne di Giugliano (Campania) si è finto poliziotto chiamando un’anziana residente in via Carlo Botta, accusandola di aver investito una bambina. La donna, senza soldi, ha consegnato l’unico gioiello che possedeva, un anello d’oro. Le telecamere e il GPS dell’auto usata per la fuga hanno incastrato il giovane, già noto per numerosi precedenti specifici.
Come si è visto ciascun evento di truffa ha avuto un copione simile all’altro dove è stata usata la tecnica dello “Spoofing”. In caso di insicurezza è consigliato non fornire informazioni telefoniche e contattare immediatamente il 112 dal cellulare denunciando l’accaduto nei minimi dettagli in modo che chi di dovere possa intervenire prontamente e risolvere la questione.