Il sogno di un accesso diretto agli ottavi di finale di Champions League si infrange contro il muro dell’Union Saint-Gilloise. L’Atalanta di Raffaele Palladino esce sconfitta 1-0 dal Lotto Park di Bruxelles in una serata da dimenticare, che costringe i nerazzurri a passare dai temuti play-off per continuare l’avventura europea.
Una prestazione opaca, priva di mordente e di quella qualità che aveva caratterizzato il cammino della Dea in questa League Phase. Troppo poco per sperare in un risultato positivo contro un’Union Saint-Gilloise che, pur quasi eliminata dalla competizione, ha giocato con orgoglio e determinazione, meritando ampiamente i tre punti.
Primo tempo
La partita inizia nel peggiore dei modi per la formazione bergamasca. Al 3′ un retropassaggio scellerato di Hien manda in porta Florucz: Sportiello esce disperatamente costringendo l’attaccante belga ad allargarsi, ma è lo stesso centrale svedese a rimediare al proprio errore con un salvataggio miracoloso sulla linea. Un brivido che poteva costare carissimo e che certifica l’approccio molle della Dea.
L’Atalanta fatica tremendamente a costruire gioco. Samardzic, schierato da trequartista, risulta impreciso e pasticcione: l’ennesimo errore al 28′ gli costa il cartellino giallo, quando è costretto a fermare con un fallo la ripartenza di Smith dopo aver perso palla. Il serbo non riesce mai ad entrare in partita.
I padroni di casa crescono con il passare dei minuti. Al 17′ è Smith a sfiorare il vantaggio: parte largo sulla sinistra, si accentra con eleganza e calcia a giro col destro mancando di un soffio lo specchio della porta di Sportiello.
L’unica vera occasione nerazzurra arriva al 40′, ed è tutta di marca Lookman. Rinvio lungo di Sportiello, Krstovic fa da sponda per Samardzic che apre per l’inglese: bella sterzata sul destro e conclusione velenosa sul primo palo che trova la grande risposta in tuffo di Scherpen. Troppo poco per una squadra che deve vincere a tutti i costi. Si va al riposo sullo 0-0, ma la sensazione è che l’Atalanta non abbia mai davvero controllato la partita.
Secondo tempo
Palladino prova a cambiare volto alla sua squadra: al 51′ triplo cambio con gli ingressi di Kamaldeen Sulemana, De Ketelaere e de Roon al posto di Lookman, Samardzic e Musah. Al 61′ dentro anche Scamacca per Krstovic. La Dea cerca di alzare il baricentro, ma la manovra offensiva resta prevedibile e poco incisiva.
E al 70′ arriva la doccia fredda. Punizione dalla trequarti di El Hadj che crossa sul secondo palo: la difesa nerazzurra si addormenta completamente dimenticandosi di Khalaili, che sbuca libero e incrocia al volo di destro. Sportiello si allunga ma riesce solo a sfiorare il pallone senza evitare la rete. Un gol che punisce tutte le lacune difensive mostrate dalla Dea nell’arco dei 90 minuti.
Palladino si gioca l’ultima carta al 74′ inserendo anche Pasalic per Kossounou, passando di fatto a un assetto ultrasoffensivo. L’Atalanta si riversa nella metà campo belga, ma senza mai creare veri pericoli dalle parti di Scherpen.
Finale da incubo
Al 91′, in pieno recupero, arriva l’occasione che potrebbe rendere meno amara la serata. De Ketelaere va sul fondo sulla destra e mette in mezzo un cross perfetto per Kamaldeen che taglia sul secondo palo completamente solo: il ghanase deve solo appoggiare in rete con l’interno, ma incredibilmente manca il tap-in mandando a lato. Un errore clamoroso che condanna definitivamente l’Atalanta.
Dopo quattro minuti di recupero, l’arbitro decreta la fine delle ostilità. L’Union Saint-Gilloise festeggia una vittoria storica, l’Atalanta lascia il campo tra i fischi del proprio settore ospiti e con la consapevolezza di aver fallito l’obiettivo.
Una serata da dimenticare per i nerazzurri, che pagano una prestazione sottotono dall’inizio alla fine. Troppa approssimazione in fase di costruzione, poca cattiveria sotto porta e ingenuità difensive che a questo livello si pagano care. Palladino prova a scuotere la squadra con i cambi, ma la manovra resta sterile e prevedibile.
I nerazzurri chiudono al 15esimo posto e da testa di serie dovranno affrontare una tra Borussia Dortmund e Olympiacos. Il cammino in Champions resta vivo, ma la strada si è fatta tremendamente più complicata. Servirà un’altra Dea per continuare questa avventura europea.





