Udienza

Lei lo accusa di violenze e minacce, lui nega: in aula il video della lite tra due ex fidanzati di Bergamo

L'intervento dei carabinieri dopo il Setai, le minacce e i rapporti non consenzienti. Un testimone: «Litigate fisiche sì, ma da parte di lei»

Lei lo accusa di violenze e minacce, lui nega: in aula il video della lite tra due ex fidanzati di Bergamo

Lei lo accusa di percosse e violenza sessuale, lui nega tutto: una vicenda delicata e segnata da versioni e testimonianze opposte, quella che coinvolge due ex fidanzati di Bergamo. I fatti risalgono al periodo compreso tra maggio e luglio 2021, quando i due, allora di 20 e 22 anni, erano legati da una relazione iniziata nell’estate del 2020.

In aula, nel corso dell’ultima udienza presieduta dalla giudice Laura Garufi, il processo è stato seguito anche da una classe quinta dell’Istituto Belotti, composta da studenti quasi coetanei delle due parti. Un procedimento che ha avuto un percorso articolato: nel 2022 l’udienza preliminare, cui è seguita nel dicembre 2023 la prima udienza dibattimentale rinviata al 2025 a seguito del cambio del collegio giudicante.

Gli episodi violenti, la litigata con i carabinieri e il disturbo borderline

La giovane, costituitasi parte civile e assistita dall’avvocato Roberto Giannì, ha raccontato in aula la sua versione: una relazione, ha detto, segnata da violenze fisiche, verbali e psicologiche («Mi diceva “nessuno ti amerà” e me ne ero convinta»), ma anche rapporti sessuali non consenzienti («Ci sono dovuta andare a letto, perché ero esausta. Mi faceva sentire una mer…»). Come riporta Corriere Bergamo, la ragazza ha anche riferito di ripetute offese e di uno stato di sfinimento emotivo che, infine, l’ha portata a denunciare.

Diversi gli episodi citati dalla ragazza: un litigio avvenuto in un b&b durante il quale l’imputato avrebbe strappato una felpa appartenuta al nonno di lei, da poco deceduto, e l’avrebbe gettata nel wc con una minaccia: «Adesso lo raggiungi»; e poi un messaggio minatorio ricevuto mentre si trovava in Citta Alta con alcuni amici, nel quale l’ex fidanzato avrebbe scritto «Putt… Ti sto cercando e sto venendo ad ammazzarti con il cutter».

E ancora, un episodio la notte successiva a una serata trascorsa al Setai: la giovane ha raccontato di essersi recata a casa dell’imputato, in centro città, e che lui l’avrebbe picchiata. In quell’occasione i carabinieri sono dovuti intervenire su segnalazione dei vicini per le urla provenienti dall’abitazione. La ragazza ha dichiarato di essere in cura da tre anni per disturbo borderline della personalità precisando che «siamo più sensibili, ma vediamo la realtà per come è».

Durante il controesame, l’avvocato dell’imputato, Enrico Pelillo, ha chiesto chiarimenti su un accesso ospedaliero avvenuto nel maggio 2021 e sull’eventuale assunzione di psicofarmaci, circostanze negate dalla giovane. Ha inoltre respinto l’ipotesi di aver aggredito l’ex fidanzato, sostenendo di essersi difesa in alcune occasioni. Il ragazzo, che aveva chiesto di essere interrogato dal pm Giulia Angeleri al termine delle indagini preliminari, ha negato le accuse.

Le testimonianze: «Litigate fisiche, ma da parte di lei»

Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati anche diversi testimoni. C’è il nuovo compagno dell’epoca che ha confermato la presenza di segni sul corpo di lei (visti anche dalla madre mentre era sotto la doccia) e che la accompagnò una volta in pronto soccorso, per una distorsione al piede. Poi c’è la testimonianza di un amico, a cui lei disse che era stato l’imputato a farle del male.

Proprio l’amico ha parlato anche della notte dopo il Setai. «Eravamo alterati per l’alcol, ma non l’avevo mai vista così. Voleva assolutamente parlare con il fidanzato, sospettava un tradimento». Tornano in città, lei va a bussare al portone dell’imputato. «Mi tirò un calcio a un ginocchio già infortunato, il fidanzato scese, prima litigarono verbalmente poi lui alzò le mani». Un altro testimone, sempre amico, ha raccontato che «lei era agitata, lo prese a spintoni e borsettate» durante il litigio.

Molte litigate, «ma fisiche non da parte di lui; di lei sì». A riferirlo è stato un altro testimone, un 26enne amico di entrami, citato dalla difesa. «Lei faceva scenate per cose futili», ha raccontato. E spunta un video in cui si sentono delle urla femminili, presenti la ragazza, la mamma e anche l’imputato. La prossima udienza si terrà il 25 febbraio.