L'Odissea

Cantiere della nuova Gamec, operazione salvataggio dei sei milioni di euro del Pnrr

Il Comune ha ricevuto «risposte rassicuranti» da parte del Ministero dell’Interno: possibile una proroga o lo spostamento su altri capitoli di spesa

Cantiere della nuova Gamec, operazione salvataggio dei sei milioni di euro del Pnrr

La speranza è più di una speranza. Il Comune di Bergamo ha aperto un’interlocuzione con il Ministero dell’Interno, titolare della pratica, per mantenere il contributo pubblico da sei milioni di euro stanziato dal Pnrr per la nuova Gamec. «Abbiamo avuto risposte rassicuranti in un quadro complessivo che riguarda anche altri interventi – spiega l’assessore alla Riqualificazione urbana Francesco Valesini -. Non possiamo anticipare nulla, tuttavia siamo fiduciosi». Le ipotesi allo studio del ministero riguarderebbero una proroga del contributo pubblico, oppure lo spostamento su capitoli di spesa a livello nazionale.

Se ne capirà di più nei giorni a venire. Intanto il Comune ha incassato il via libera allo scioglimento del contratto con la ditta vincitrice dell’appalto Gamec, la Manelli spa di Monopoli. Il Comitato tecnico consultivo (una sorta di arbitrato) del ministero ha accolto le richieste di Palazzo Frizzoni che facevano seguito a una serie di gravi inadempienze da parte dell’azienda.

La buona notizia è che ora il Comune potrà procedere alla scelta dell’impresa che subentrerà alla Manelli, fra quelle che avevano partecipato alla gara. Il codice degli appalti (sul quale il Pnrr si è inserito) consente di scorrere la graduatoria del bando. Se la seconda impresa classificata accetta, prende il posto della Manelli. Altrimenti si va alla terza e così via. Nella fattispecie, al secondo posto c’è un’associazione temporanea d’imprese, la Cme Consorzio Imprenditori Edili ed Enrico Colombo di Modena. Seguono due realtà bergamasche: Cividini di Dalmine e Artedil di Medolago.

La brutta notizia viene invece dallo stato di avanzamento dei lavori, in netto ritardo. Probabilmente servirà un anno in più per arrivare alla conclusione della nuova sede all’ex Palazzetto dello sport. Dai documenti presentati dal Comune emerge infatti che «a settembre 2025 – ovvero dopo quasi 600 dei 900 giorni a disposizione – sono state completate solo il 25 per cento delle opere previste». Lo mette nero su bianco la responsabile unica del procedimento (Rup) Rossella Lacanna, di nomina comunale, nella sua relazione tecnica.

Cosa dice la relazione

La documentazione permette di ricostruire con precisione quanto accaduto. Ebbene, stando alle carte, dopo aver vinto il bando pubblico, la Manelli prende possesso del cantiere nel settembre 2023. L’obbiettivo è concludere entro marzo 2026. Ma, fin dalle prime fasi, i lavori vanno a rilento. Il Comune chiede un cronoprogramma adeguato alla complessità dell’opera. L’azienda assicura che tutto procede nei tempi. Ma presto spuntano “sbavature”. A novembre 2023, due mesi dopo l’avvio del cantiere, la Manelli comunica al Comune di aver ceduto tutti i crediti dell’appalto – 14,6 milioni di euro – all’istituto finanziario Credemfactor di Bari. Palazzo Frizzoni alza le “antenne” (…)

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