Indagini e conferenza dei servizi

Puzze della Montello, nuovo studio del Politecnico. E in Provincia si torna a parlare d’inceneritore

L'azienda gioca la carta tecnologia. La ricerca mapperà gli odori in un’area di 40 km quadrati per tutto il 2026. Il 12 febbraio terza Conferenza dei servizi

Puzze della Montello, nuovo studio del Politecnico. E in Provincia si torna a parlare d’inceneritore

di Valeria Della Monica

Dopo anni di puzze e segnalazioni da parte dei cittadini dei Comuni coinvolti nell’area, la Montello Spa prova a giocare la carta della tecnologia avanzata. Uno studio commissionato al Politecnico di Milano che mapperà gli odori in un’area di 40 km quadrati per tutto il 2026. Un’operazione che l’azienda definisce «senza precedenti», ma che ai cittadini suona come l’ennesimo tentativo di prendere tempo mentre l’aria resta irrespirabile.

Il problema non è certo un’invenzione dei residenti: nel solo 2025 sono state registrate oltre 1.800 segnalazioni di molestie olfattive, come riportato nel documento depositato al prefetto lo scorso 22 gennaio dal sindaco di Bagnatica, Roberto Scarpellini. Nonostante l’azienda continui a ripetere che «non esiste attività industriale a impatto zero», il confine tra necessità produttiva e diritto a respirare aria pulita sembra essersi fatto sempre più sottile.

Va detto che il Politecnico ha già condotto una prima fase di monitoraggio tra agosto e settembre 2025 tramite i cosiddetti «nasi elettronici»: i risultati sono stati definiti «accettabili», poiché l’impatto odorigeno rilevato è risultato «ampiamente entro i limiti di legge». I Comuni coinvolti saranno Montello, Albano Sant’Alessandro, Bagnatica, Brusaporto, Costa di Mezzate, Gorlago e San Paolo d’Argon, a dimostrazione di quanto il problema sia davvero esteso.

C’è però un dettaglio che farà discutere: per rendere lo studio scientificamente attendibile, l’azienda e il Politecnico chiedono che le segnalazioni via app o mail non siano più anonime. Una richiesta che poggia su una sentenza del Tar di Brescia, ma che rischia di scoraggiare chi, per timore o riservatezza, preferirebbe non mettersi in mostra.

Nel frattempo la Montello fa sapere di aver installato dei doppi portoni nelle aree di scarico per contenere la dispersione degli odori. L’azienda si dice aperta a nuove soluzioni tecniche e ribadisce la propria «volontà e disponibilità a un’aperta e fattiva collaborazione con tutti gli enti preposti». Basterà?

I cittadini restano scettici (…)

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