Licenziamenti ingiusti, crisi aziendali, stipendi non pagati oppure pagati in modo scorretto. Anche nel 2025 l’Ufficio vertenze della Cisl di Bergamo è stato un punto di riferimento per centinaia di lavoratori in difficoltà. Un’attività intensa che si è tradotta in buoni risultati concreti: oltre 5 milioni di euro recuperati e restituiti. Gli assistiti sono stati oltre 1.600 e per un totale di 5.083.783 euro.
Andando nel dettaglio
Durante il 2025 l’Ufficio Vertenze CISL ha gestito 1.088 vertenze, 47 in più rispetto all’anno precedente e 153 procedure di crisi d’impresa. I lavoratori assistiti sono stati 1.664. Il totale delle somme recuperate ammonta a 5.083.783 euro, di cui oltre 2,2 milioni per vertenze individuali e quasi 2,9 milioni legati a fallimenti e procedure concorsuali. In media, ogni vertenza ha consentito un recupero di circa 2.053 euro.
Vertenze più frequenti
La maggior parte dei casi ha riguardato il mancato o irregolare pagamento della retribuzione, che rappresenta il 72 per cento delle pratiche. Seguono i licenziamenti (circa l’11 per cento), le richieste di risarcimento danni (6,5 per cento) e le situazioni legate a contratti irregolari. Tra i risarcimenti rientrano anche le procedure ex legge Pinto per la durata eccessiva dei fallimenti.
Citerio: «Qui si gioca la partita della legalità»
Il comparto più interessato resta quello del terziario e del commercio (33,5 per cento), seguito da metalmeccanico, edilizia, trasporti e settore grafico. Uno schema che si ripete anche nelle crisi d’impresa, dove il terziario rimane al primo posto.
Secondo Alberto Citerio, responsabile dell’Ufficio vertenze provinciale della Cisl, «i settori più esposti alla vertenzialità e al contenzioso sono proprio i settori cosiddetti poveri oggetto di appalto, come le pulizie, la ristorazione, il portierato, la logistica. In questi settori si concentra la nostra battaglia per la legalità e per il diritto a una retribuzione adeguata al lavoro svolto e a condizioni di lavoro dignitose, grazie anche alla collaborazione dei nostri legali, tra i migliori esperti in Diritto del Lavoro del territorio».
Donne e lavoratori stranieri: dati in crescita
Dal punto di vista demografico, gli uomini rappresentano il 60 per cento delle pratiche, ma cresce la presenza femminile: 665 donne assistite nel 2025, contro le 634 dell’anno precedente. Restano stabili le percentuali tra lavoratori italiani (oltre il 67 per cento) e stranieri, provenienti soprattutto da Marocco, Romania, Albania e Senegal.
«Osserviamo con interesse l’evoluzione di questi dati che ci dicono che, nelle vertenze, le donne sono alla ricerca di quelle tutele che per troppo tempo sono mancate – conclude il responsabile – relegando il lavoro femminile ad un ruolo di subalternità nel mondo del lavoro. Inoltre la presenza di Lavoratori stranieri, sempre più numerosi nelle sedi di Bergamo e Treviglio e nei nostri recapiti di zona di Gazzaniga, Ponte San Pietro, Romano, Grumello e Lovere, testimonia la durezza delle condizioni di lavoro in tanti settori strategici della Provincia, come la logistica, l’edilizia, il confezionamento, i multiservizi, nei quali spesso le tutele non sono adeguatamente riconosciute».
Nieri: «Un presidio fondamentale sul territorio»
«L’Ufficio vertenze rappresenta uno dei pilastri dell’azione sindacale – sottolinea Luca Nieri, segretario Cisl Bergamo. – In un mercato del lavoro sempre più frammentato, questo servizio non tutela i diritti, ma restituisce dignità e fiducia a chi lavora, soprattutto nei contesti più esposti allo sfruttamento. Ogni intervento è frutto di un lavoro professionale, competente e profondamente radicato nei valori della Cisl: tutela della persona, giustizia sociale, rispetto del lavoro. Il sindacato, attraverso questo servizio, conferma il suo ruolo insostituibile: essere accanto ai più deboli promuovere giustizia e legalità».