Lo scontro continua

Inceneritore della Montello, diffida alla Provincia di Bergamo contro le integrazioni presentate dall’azienda

Il comitato Aria Pulita Tomenone chiede - legalmente - che via Tasso faccia ripartire l'intero iter. Altrimenti sarà ricorso al Tar

Inceneritore della Montello, diffida alla Provincia di Bergamo contro le integrazioni presentate dall’azienda

di Valeria Della Monica

Un’iniziativa intrapresa dal Comitato Aria Pulita Tomenone rimarca con decisione e compattezza il fronte del “no” al nuovo inceneritore della Montello Spa. Mentre l’azienda ha deciso di lanciare un “piano scientifico” con il Politecnico di Milano per mappare i miasmi, arriva un’offensiva legale che mette sotto pressione la Provincia di Bergamo, ente nel quale si sta tenendo la procedura tecnica della Conferenza dei servizi.

Lo scontro legale: documentazione fuori tempo massimo

Il Comitato ha inviato un atto di diffida alla Provincia di Bergamo che rischia di congelare l’intero iter autorizzativo. Il documento, firmato da uno studio legale di Brescia per conto di un gruppo di cittadini, contesta duramente la gestione delle precedenti sedute della Conferenza dei servizi in atto, in particolare il fatto che all’azienda sia stato concesso di presentare delle integrazioni dopo la discussa relazione di Ats Bergamo.

La Montello Spa ha infatti depositato nuova documentazione integrativa il 10 dicembre 2025, a sedute già avviate e, secondo i legali, a termini scaduti. La Provincia ha qualificato questi atti come semplici «chiarimenti».

L’atto punta quindi a congelare il rilascio del Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale), ovvero il via libera ambientale e tecnico per la costruzione dell’inceneritore. Secondo i legali, l’acquisizione di nuovi documenti durante la Conferenza di servizi avrebbe trasformato una fase che doveva essere solo decisionale in una nuova e non prevista fase istruttoria. Questo vizio di forma renderebbe l’eventuale autorizzazione illegittima, poiché nega al pubblico e agli enti (come Ats) il diritto di esaminare i dati e presentare le proprie osservazioni prima del verdetto finale.

La richiesta è chiara: stralciare i documenti integrativi postumi o sospendere la Conferenza di servizi – la cui terza seduta è stata fissata per il 12 febbraio – per riaprire la consultazione pubblica.

Una doppia morsa sul progetto

Dunque, sul piano tecnico l’azienda ha annunciato l’avvio di un monitoraggio hi-tech su 40 chilometri quadrati di territorio in collaborazione con quindici ricercatori del Politecnico di Milano. La speranza è dimostrare la propria buonafede e il rispetto delle norme per quanto riguarda le puzze. Sul piano legale, invece, la diffida presentata mette la Provincia in una posizione difficile: rischiare un ricorso al Tar o fare ripartire tutto l’iter.

Con la terza seduta della Conferenza dei servizi fissata per il 12 febbraio, se la Provincia dovesse ignorare la diffida potrebbe esporre l’eventuale autorizzazione alla costruzione dell’inceneritore a un ricorso quasi certo al Tar, basato sulla violazione delle garanzie partecipative dei cittadini.