di Xavier Jacobelli
Marco Carnesecchi è uno dei più forti portieri in circolazione. E non solo perché a Como è stato superlativo reggendo l’urto lariano, nonostante l’Atalanta fosse stata ridotta in dieci dal 7′ per l’espulsione di Ahanor e parando a Paz il rigore fischiato dal Var al 98′. Il fatto è che, da due stagioni a questa parte, il venticinquenne romagnolo si mantiene costantemente ai vertici di un rendimento assoluto: insieme con il romanista Svilar, lo consacrano strepitoso Numero Uno, anche se sulla maglia porta il 29.
Carnesecchi è già in Nazionale: l’unico e, sinora, insuperabile ostacolo, si chiama Gianluigi Donnarumma, 26 anni, proclamato dalla Fifa miglior portiere del Mondo nel 2025, capitano degli azzurri la cui maglia ha indossato per 79 volte. Ma questa è un’altra storia.
Dice bene Palladino: il punto di Como per l’Atalanta ne vale tre, considerato il valore assoluto della squadra di Fabregas, in lizza per un posto in Champions League; nei quarti di finale della Coppa Italia dove affronterà il Napoli, avendo eliminato la Fiorentina il 27 gennaio, tre giorni dopo l’eclatante 6-0 al Toro.
Dopo il ko di Bruxelles che ha spedito l’Atalanta ai play-off, dove il 17 e il 25 febbraio affronterà il Borussia Dortmund, la Dea era chiamata a reagire proprio nello spareggio europeo del Sinigaglia. L’ha fatto nel modo più efficace e appariscente. Giocare in inferiorità numerica praticamente l’intera partita, in casa del secondo attacco e della seconda difesa del campionato e fare risultato, significa avere imparato la lezione incassata in Europa da Athletic Bilbao e Union St. Gilloise.
D’altra parte, la cura Palladino in Serie A è li è a ribadirlo: 14 i punti conquistati sui 18 a disposizione nelle ultime 6 partite e balzo dal tredicesimo al sesto posto da quando, il 22 novembre scorso, Palladino debuttò in panchina a Napoli. Carnesecchi superstar a Como, ma anche, le mosse felici dell’allenatore. Epulso Athanor, Raffaele è passato al 4-1-4-1, ha sacrificato Scamacca inserendo Sulemana e Bellanova per chiudere le fasce di Fabregas, togliendo poi anche De Keleaere e Zalewski, prima di mandare in campo nel finale Kossounou per lo stesso Bellanova, al rientro dopo due mesi.
Palladino, però, non ha badato soltanto a difendersi, tanto da schierare Krstovic al quarto d’ora della ripresa e subito capace di sfiorare il gol, così come ha fatto Ederson. Si capisce perché il punto di Como ne valga tre: così come Fabregas è sempre in corsa per un posto in Europa, lo è anche l’Atalanta.