L'analisi

A Como è successa una cosa importante: l’Atalanta ha tirato fuori un cuore da applausi

Nel giorno in cui la corsa europea in campionato poteva finire, la squadra nerazzurra ha tenuto la testa altissima. Resistendo

A Como è successa una cosa importante: l’Atalanta ha tirato fuori un cuore da applausi

Ci sono partite in cui il risultato dice tanto, ma non tutto. Lo 0-0 in casa del Como può apparire come un risultato negativo, perché la Dea resta a -5 dai lariani in classifica, ma è impossibile fermarsi qui.

Dopo il 3-0 a Roma con la Lazio e il 6-0 in casa del Torino negli ultimi due turni di Serie A, i padroni di casa hanno giocato oltre 90′ in superiorità numerica e, anche se hanno creato di più, si sono trovati di fronte un’Atalanta battagliera, piena di tutte quelle cose importanti che sono mancate in altre situazioni, come a Bruxelles, a Verona, a Pisa, a Udine, a Cremona e via discorrendo.

Se prepari una gara in un certo moto e dopo 8′ resti senza il difensore che doveva controllare il migliore degli avversari, Nico Paz, potresti andare in tilt. Invece alla Dea non è successo. Il punto è arrivato grazie a un Carnesecchi strepitoso, ma tutta la partita è stata un susseguirsi di duelli vinti e affrontati con il fuoco negli occhi. E questo ci dice una cosa importante per il futuro: l’Atalanta sa anche soffrire, è capace di tenere botta quando serve gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Palladino, in conferenza, ha detto che c’era bisogno di una gara in cui dimostrare di saper soffrire, ha definito quella di Como «la mia squadra» ed è giusto sottolineare che la coesione che si è vista, la voglia di raggiungere tutti insieme un risultato positivo e l’esserci riusciti con un rigore parato da Carnesecchi all’ultimo respiro sono tutti elementi importanti per un gruppo che sta cercando nuove certezze e che, nel giorno in cui la corsa europea in campionato poteva finire, ha tenuto la testa altissima. Resistendo. Con il cuore.