Febbraio si apre come molti pendolari lombardi temevano: tra banchine affollate, annunci che non arrivano e tabelloni pieni di cancellazioni. Anche a Bergamo e provincia. Nel primo giorno del cosiddetto “mese olimpico”, lo sciopero dei dipendenti Trenord ha riportato in primo piano una criticità ormai cronica del trasporto ferroviario regionale.
L’agitazione sindacale, proclamata dalle ore 3 di lunedì 2 febbraio fino alle 2 di martedì 3 febbraio 2026, ha interessato l’intera rete: dai servizi Regionali e Suburbani alla Lunga Percorrenza, fino ai collegamenti aeroportuali. Nonostante la previsione delle tradizionali fasce di garanzia – dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 – numerosi utenti segnalano disservizi anche in quegli orari, in particolare sulle linee tra Bergamo e Milano.
Trenord, in una nota, ha precisato che «lo sciopero potrà avere ripercussioni sull’offerta programmata; tuttavia si prevede un servizio attivo sull’intera giornata». Per i collegamenti aeroportuali, in caso di soppressione dei treni, sono stati predisposti autobus sostitutivi diretti, senza fermate intermedie.
Ma la giornata vissuta dai pendolari sembra discostarsi dalle comunicazioni ufficiali. «Il 2 febbraio è il primo giorno in cui ci viene chiesto di rinnovare l’abbonamento e coincide con l’inizio del mese olimpico – scrive un lettore a L’Eco di Bergamo – e proprio oggi Trenord decide di scioperare. Molti treni garantiti non hanno circolato, nonostante risultassero nell’elenco ufficiale. Non è la prima volta che succede».
Le maggiori criticità si sono registrate sulla linea via Carnate: durante la fascia di garanzia mattutina, su quattro convogli previsti, due sono stati cancellati (alle 7 e alle 7.30), mentre il treno in partenza da Ponte San Pietro alle 6.30 ha accumulato un ritardo di circa 80 minuti. Problemi analoghi sono stati segnalati anche sulla linea via Treviglio in direzione Milano, con ritardi diffusi e corse irregolari.