Documento sottoscritto

I docenti del liceo Lussana “rispondono” ai volantini di Azione studentesca: «Deprecabili nel merito e nella forma»

Sui manifesti, affissi anche a Bergamo, si chiedeva agli studenti di rispondere a domande su professori «di sinistra che fanno propaganda»

I docenti del liceo Lussana “rispondono” ai volantini di Azione studentesca: «Deprecabili nel merito e nella forma»

«Ci sembra necessario, come cittadini ma anche nella nostra responsabilità di insegnanti, prendere posizione sull’iniziativa di un gruppo docenti appartenenti all’organizzazione “Azione studentesca”, che in numerose scuole del Paese, compresa la nostra città, ha sollecitato gli studenti a rispondere in forma anonima ad una domanda sulla “politicizzazione delle aule”, “Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?”, con l’invito a descrivere “uno dei casi più eclatanti”».

Così esordisce un documento sottoscritto da molti docenti del Liceo scientifico Lussana di Bergamo, in merito alla polemica scoppiata nei giorni scorsi per i manifesti affissi fuori dalle scuole da Azione studentesca, emanazione giovanile di Fratelli d’Italia, che promuovono l’indagine “La scuola è nostra” con studenti e studentesse invitati a rispondere ad alcune domande legate al mondo della scuola, che Sinistra Italiana Bergamo ha definito «orribili liste di proscrizione».

La posizione dei docenti del liceo Lussana

«Consideriamo deprecabile l’iniziativa nel merito e nella forma – si legge nel documento -. Nello spazio della scuola pubblica, alla base della relazione culturale e didattica devono essere i principi del confronto pluralistico e responsabile, all’interno del quale i diversi punti di vista si confrontano in forma argomentata e rispettosa delle posizioni altrui».

«Appare culturalmente povera la convinzione che sia possibile, soprattutto in determinati ambiti disciplinari, offrire prospettive impregiudicate e presunte neutrali: non si tratta di aspirare ad un’impossibile oggettività di prospettiva ma piuttosto di giustificare argomentativamente interpretazioni e giudizi nel rispetto e nell’ascolto di quelli altrui. Ci pare questo il compito eminente di una formazione critica e aperta, propria di una società democratica, nella quale solo può maturare una coscienza civile adulta».

«La scuola è luogo di educazione alla cittadinanza»

«Ci pare per questo davvero discutibile stemperare il senso politico dell’iniziativa di “Azione studentesca” affermando che non avrebbe carattere intimidatorio o antidemocratico, dal momento che l’assenza di segnalazione di nomi e cognomi non permetterebbe di evocare liste di proscrizione o pratiche di delazione – conclude il documento -. Derubricare l’iniziativa a una magari maldestra richiesta di maggiore rigore e obiettività culturale da parte degli insegnanti non solo ci pare discutibile culturalmente, secondo quanto sottolineato, ma anche improprio sul piano istituzionale: per la propria stessa natura, la scuola dovrebbe avvertire la responsabilità di ribadire le condizioni imprescindibili del proprio lavoro e del proprio compito di educazione alla cittadinanza ogni volta che i valori fondativi che ne stanno alla base appaiono violati».