In scena

“Il fu Mattia Pascal” raddoppia: cinque repliche al Sociale per Giorgio Marchesi

La rassegna Altri Percorsi amplia il calendario dello spettacolo pirandelliano con l’attore bergamasco, per la prima volta protagonista di una stagione istituzionale in città

“Il fu Mattia Pascal” raddoppia: cinque repliche al Sociale per Giorgio Marchesi

Cresce l’attesa, e anche il numero delle repliche, per “Il fu Mattia Pascal”, lo spettacolo tratto dal celebre romanzo di Luigi Pirandello che Giorgio Marchesi porta in scena al Teatro Sociale nell’ambito di Altri Percorsi, la rassegna della Fondazione Teatro Donizetti dedicata al teatro di ricerca. In risposta all’interesse del pubblico, le rappresentazioni diventano cinque: il 5 e 6 febbraio con doppio appuntamento (matinée alle 10.30 e serale alle 20.30) e la mattina del 7 febbraio alle 10.30.

Per Marchesi si tratta di un ritorno speciale: l’attore bergamasco è infatti per la prima volta ospite di una stagione teatrale istituzionale nella sua città, firmando non solo l’interpretazione ma anche l’adattamento del testo e la regia, condivisa con la moglie Simonetta Solder. Uno spettacolo dalla durata di un’ora e quindici minuti, senza intervallo, prodotto dal Teatro Ghione e arricchito dalle musiche originali eseguite dal vivo da Raffaele Toninelli, dal contributo video di Simone Salvatore e da un impianto visivo e sonoro curato nei minimi dettagli.

Il punto di partenza è uno dei romanzi più noti di Pirandello, pubblicato nel 1904, riletto però con uno sguardo contemporaneo e ironico. «Posso dire che da allora ho fatto il gusto a ridere di tutte le mie sciagure», fa dire Pirandello al suo protagonista, ed è proprio da questa frase che prende forma la messinscena. «Abbiamo voluto sperimentare un linguaggio accessibile e appetibile a tutti, soprattutto alle nuove generazioni», spiega Marchesi nelle note di regia, scegliendo un tono vitale e dinamico, lontano da ogni polverosa sacralizzazione del classico.

La vicenda di Mattia Pascal e del suo alter ego Adriano Meis viene così traslata lungo il Novecento, in un’atmosfera non realistica che dialoga con l’attualità: dall’identità frammentata dei “profili” digitali alla possibilità di rinascita dopo lo sconvolgimento collettivo della pandemia. «Un testo, anche se un classico, rimane un pre-testo per comunicare col pubblico. E visto il momento storico, meglio farlo con leggerezza», conclude l’attore.

Al termine di ciascuna replica è previsto un incontro con Giorgio Marchesi, coordinato da Maria Grazia Panigada, direttrice artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi. I biglietti sono in vendita a 20 euro (intero) e 16 euro (ridotto). Inoltre, presentando il biglietto dello spettacolo, il pubblico potrà usufruire gratuitamente dei mezzi Atb, funicolare compresa, sulle linee urbane da e per Città Alta, a partire da due ore prima dell’inizio e fino a un’ora dopo la fine dello spettacolo.