Il rapporto di fiducia tra un insegnante e i suoi alunni è un capitolo imprescindibile del contratto educativo, diciamo. Ma se si spinge troppo oltre, il contratto si straccia. Di più: se la storia di fiducia, magari anche di amicizia, sfocia nel sesso, entra in gioco il codice penale. È reato.
Un caso del genere è stato riportato oggi dal Corriere Bergamo e vede come protagonista un professore di 56 anni e una sua studentessa di 15 in una scuola superiore di Bergamo. Si è arrivati, appunto, al sesso. Il professore è stato arrestato (ai domiciliari) per atti sessuali e il 13 febbraio comparirà davanti al gup. La scuola lo ha sospeso.
Le indagini della polizia
La vicenda è emersa a marzo del 2025: una compagna di classe della quindicenne ne ha parlato con sua madre, che ha poi riportato il racconto alla madre della ragazza coinvolta. Pare che nella chat della classe le adolescenti ne abbiano parlato a lungo. La stessa protagonista della vicenda fornisce numerosi dettagli: è una ragazza fragile, in un contesto familiare precario, pare. Le amiche non le credono. Ma quando la voce arriva alla madre, parte una chiamata alla polizia.
La Mobile piazza in casa del professore delle cimici e delle microcamere, che confermano i sospetti. Viene disposto l’arresto, eseguito a maggio del 2025.
Altri casi?
Il pm, però, contesta altri episodi analoghi a quello verificato con le cimici, avvenuti tra luglio 2024 e aprile 2025. Altre volte, la ragazza è stata ripresa dalle telecamere mentre entrava nel condominio del professore. A questo punto, è probabile che il docente chieda il rito abbreviato: udienza sulla base degli atti, senza testimoni e con lo sconto di pena.