«Prima di procedere con la corsia reversibile a Pontesecco, è necessario intervenire su alcuni nodi dell’asse Bergamo–Villa d’Almé che, se lasciati così come sono adesso, pregiudicherebbero l’efficacia della corsia stessa». Parola dell’assessore comunale alla Mobilità Marco Berlanda che dall’inizio del suo mandato sta cercando di risolvere una delle questioni viarie più micidiali e complesse della Bergamasca.
Ormai è chiaro a tutti. Contro i colossali incolonnamenti di veicoli da e per la Valbrembana, le due rotonde di Pontesecco possono oggettivamente poco. Anzi, nell’ultimo periodo le code si sono perfino allungate, arrivando da un lato oltre Monterosso, dall’altro fino a Villa d’Almé. Sabati compresi, a dire il vero.
«Le due rotonde – ha sottolineato Berlanda nella recente seduta del Consiglio comunale – hanno consentito il raddoppio dei volumi di traffico in ingresso, mentre per il traffico in uscita l’incremento è stato sostanzialmente marginale. Complessivamente le rotatorie hanno portato un beneficio, anche se inferiore alle aspettative», ha ammesso.
La corsia reversibile
Ora per snellire la circolazione nei 400 metri dell’imbuto di Pontesecco, il Comune di Bergamo ha ipotizzato di rendere reversibile la corsia centrale, delle tre esistenti. Prima con la posa di birilli. Poi con un sistema automatizzato.
La corsia automatizzata sarebbe la prima del suo genere realizzata in Italia. Per questo Palazzo Frizzoni ha chiesto l’autorizzazione al ministero dei Trasporti. Il quale, il 3 aprile dell’anno scorso, ha risposto che il via libera formale da parte sua non era necessario. Esprimendo tuttavia una serie di raccomandazioni, una decina, sul versante sicurezza (…)