Un intervento atteso da decenni, progettato per tutelare le fasce più fragili e restituire vivibilità agli spazi pubblici: con questo spirito, sabato 31 gennaio la comunità di Ponte San Pietro ha festeggiato la rinascita di via Papa Giovanni XXIII. La cerimonia, culminata con la benedizione del vescovo monsignor Francesco Beschi, ha segnato il definitivo passaggio da arteria degradata a viale moderno e sicuro.
«Era inaccettabile vedere pedoni, carrozzine, passeggini e deambulatori costretti a transitare in mezzo alla strada in condizioni di assoluta insicurezza», ha dichiarato il sindaco Matteo Macoli.
Il cuore del problema risiedeva nello stato di dissesto in cui versava la via, lunga 515 metri, spina dorsale del Villaggio Santa Maria (ex Villaggio Caproni). Costruita tra gli anni ’50 e ’70, la strada era diventata una trappola per i numerosi bambini diretti alla scuola primaria “Giovanni Pascoli” e per gli anziani che si recano quotidianamente all’ambulatorio comunale o all’oratorio.
In questo contesto, le radici degli alberi, prive di cordoli di contenimento, avevano sollevato l’asfalto dei marciapiedi rendendoli di fatto impraticabili e spingendo i cittadini a camminare sulla carreggiata, tra le auto in transito. L’amministrazione comunale ha così deciso di investire circa 675 mila euro di fondi propri per risolvere la criticità.

Il lavoro di riqualificazione, curato dall’architetto Paola Corsi e realizzato dalla ditta 3V di Cisano Bergamasco, ha trasformato il profilo della via attraverso un adeguamento strutturale completo. I nuovi marciapiedi sono stati realizzati con una larghezza a norma e una superficie drenante, distinguendosi cromaticamente dalla sede stradale per garantire una separazione visiva netta a protezione dei pedoni.

Grande attenzione è stata posta all’abbattimento delle barriere architettoniche (…)