La riqualificazione

Ex centro servizi al confine tra Bergamo e Azzano: lavori quasi conclusi, ma mancano i parcheggi

Ancora polemiche sull’intervento di rigenerazione urbana. I sindacati denunciano: ad aprile arriva il personale Aprica, ma sarà «un incubo logistico»

Ex centro servizi al confine tra Bergamo e Azzano: lavori quasi conclusi, ma mancano i parcheggi

Non c’è pace per l’ex ecomostro di Azzano San Paolo. Dopo le critiche dei residenti, che hanno ribattezzato «nuovo muro di Bergamo» l’imponente struttura grigia sorta al posto del vecchio centro servizi, sul tavolo della rigenerazione urbana finanziata dal Pnrr ora piomba un’altra grana: la gestione della mobilità e la totale assenza di parcheggi per i dipendenti.

Il trasferimento del personale Aprica nella nuova sede, previsto a partire da aprile 2026, rischia di trasformarsi in un incubo logistico. Dall’ultimo incontro – avvenuto il 15 dicembre – tra i vertici dell’azienda e i rappresentanti dei lavoratori, è emerso infatti un dato preoccupante: all’interno del nuovo centro operativo «non sarà previsto nessun tipo di parcheggio o modalità di sosta per alcuna tipologia di veicolo privato dei dipendenti».

Si tratta di una scelta che, secondo i sindacati, genererà un afflusso di almeno 200 auto in una zona già satura e regolamentata da dischi orari che non permettono la sosta per l’intera durata del turno lavorativo (circa sette ore).

Proprio a fronte di questa criticità, le sigle Fp Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel hanno inviato una richiesta urgente di chiarimenti e un’istanza di incontro ai sindaci di Bergamo, Azzano San Paolo e Orio al Serio.

Le organizzazioni dei lavoratori denunciano il rischio di «potenziali disagi sul servizio pubblico essenziale» e serie preoccupazioni per la sicurezza e la puntualità degli operatori: «Trattandosi di temi inderogabili e consci delle tempistiche stringenti – scrivono i sindacati – ci rendiamo sin da subito disponibili a un incontro (…)

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