È approdata ieri sera (giovedì 5 gennaio) in prima commissione consiliare la relazione della Corte dei conti sull’operato del Comune di Bergamo. Un documento atteso, che fotografa lo stato dei conti di Palafrizzoni e che, come ha sottolineato il vicesindaco e assessore al Bilancio Sergio Gandi, restituisce un «esito sostanzialmente positivo delle istruttorie», pur evidenziando alcuni aspetti su cui intervenire.
Nel mirino dell’opposizione, come riportato da L’Eco di Bergamo, resta il tema della difficoltà di riscossione dei crediti, soprattutto per quanto riguarda Imu e multe. A sollevare la questione sono stati i consiglieri Alberto Ribolla (Lega) e Antonio Deleuse Bonomi (Lista Pezzotta), partendo dai numeri contenuti nel report della Corte dei conti, sezione regionale di controllo della Lombardia, allegato alle delibere.
Mancati introiti per 34 milioni
Dal 2020 al 2024 il Comune deve riscuotere circa 12,2 milioni di euro di Imu non versata, mentre le multe non pagate ammontano a 22,2 milioni di euro. In totale, quindi, oltre 34 milioni di mancati introiti. Percentuali che parlano chiaro: per l’Imu il tasso di riscossione nel 2024, rispetto al cumulato dal 2020, è pari al 15,87 per cento, mentre per le sanzioni stradali il recupero si ferma al 18,06 per cento.
Gandi ha chiarito che i controlli della Corte rientrano in un dialogo costante con l’ente e che le osservazioni avanzate non comportano sanzioni. «L’esito delle istruttorie – ha spiegato – attesta la solidità dell’impianto organizzativo e finanziario del Comune e il rispetto dei principi di correttezza, legalità e trasparenza». Nel report, infatti, la Corte si limita a chiedere di «implementare e presidiare l’attività di riscossione».
Gli uffici: «Bilancio a posto»
Le due delibere sono state approvate con l’astensione di Fratelli d’Italia e Lista Pezzotta e il voto favorevole della Lega, ma le minoranze non nascondono le perplessità. «La Corte rileva criticità che richiedono attenzione politica e amministrativa», ha commentato Ribolla. Più critico Bonomi: «Non mi sembra ci siano i presupposti per essere soddisfatti, il tema della riscossione desta preoccupazione».
Sul punto sono intervenuti anche gli uffici. Il dirigente Corrado Viscardi ha ricordato che i residui su Imu e sanzioni sono le voci più rilevanti, ma ha ridimensionato l’impatto sui conti: «Ogni anno il Comune incassa oltre quaranta milioni di Imu. I 12,2 milioni di residuo rappresentano circa il 5 per cento di quanto riscosso dal 2020 al 2024 (circa duecento milioni, più dodici recuperati dagli anni precedenti, ndr) e sono risorse già svalutate, che non vengono spese. Non si creano squilibri di bilancio».
Gli uffici, ha assicurato Viscardi, continuano a lavorare per il recupero dei crediti, attraverso accertamenti e riscossione coattiva. «Finché c’è una possibilità di riscuotere – ha concluso – noi la perseguiamo».