Nei giorni più bui, critiche e fuoco amico erano concordi: non si può aver preso un giocatore del genere al posto di Retegui. Come se, da queste parti, di uomini da 25 gol in campionato se ne siano visti in ogni stagione. Eppure la sentenza era già passata in giudicato: Nikola Krstovic non può giocare nell’Atalanta perché è troppo scarso tecnicamente.
Poi, per fortuna, il lavoro quotidiano è l’unico giudice e allora succede che il montenegrino apre Atalanta-Cremonese con uno di quei gol che se lo avesse segnato un super big ce lo avrebbero fatto rivedere per mesi.
La verità è che la rete segnata dall’ex Lecce a inizio gara ha sì spaccato la partita, ma è stata solo un “dettaglio” in una sfida in cui, dal primo all’ultimo minuto, il ragazzo ci ha provato. Ha tirato altre volte, ha sfiorato il palo – e anche sbagliato completamente mira -, ha servito i compagni e poi provato in solitaria. Insomma, ha fatto tanto contro uno come Baschirotto, che di solito, sul piano della “battaglia” sportiva, parte diversi passi avanti a tutti. Ieri sera (9 febbraio), invece, le cose sono andate al contrario.
Oggi i numeri di Krstovic dicono che da quando è arrivato a Bergamo ha segnato 8 gol e servito 5 assist. Considerando anche quello insaccato con il Lecce in Coppa Italia, il ragazzo è vicino alla doppia cifra. Ma quello che conta di più, al netto dei numeri, è che il tecnico della Dea ha un giocatore come Scamacca per certi tipi di gare e un altro come Krstovic più adatto ad altre.
La convivenza dei due, da questo punto di vista, è una risorsa formidabile.