Si è conclusa con entusiasmo la terza edizione di Tono Festival-Interscape, il progetto del Politecnico delle Arti di Bergamo che ha trasformato un anno di ricerca e produzione in un’esperienza aperta alla città. Dal 3 febbraio, concerti, mostre, performance e incontri pubblici hanno animato Bergamo, creando uno spazio dove formazione, scena professionale e riflessione teorica si incontrano.
Il concerto inaugurale al Teatro Donizetti ha registrato il tutto esaurito: l’Orchestra del Conservatorio “Gaetano Donizetti”, diretta da Gianna Fratta, ha restituito la qualità del lavoro accademico a una sala piena e attenta, inaugurando un’edizione caratterizzata da partecipazione costante e interesse diffuso.
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Tono Festival si conferma doppio dispositivo culturale: da un lato racconta l’eccellenza formativa di Conservatorio e Accademia, dall’altro presenta al pubblico il progetto internazionale Interscape, sviluppato con il network Inpa-International Network of the Polytechnics of the Arts. Oltre sessanta studenti e docenti europei hanno esplorato il paesaggio come costruzione culturale, memoria, ambiente trasformato e territorio immaginato, seguendo un percorso che ha unito fasi teoriche, Summer e Autumn School fino alla restituzione pubblica.
Dal 12 febbraio, le sedi di Gamec Spazio Zero, Palazzo della Libertà e Accademia Carrara hanno ospitato la mostra “Interscape”, curata da Bianca Trevisan e Daniele Maffeis, concepita come percorso diffuso nel tessuto urbano. Installazioni, opere multimediali e interventi sonori hanno invitato il pubblico a muoversi dentro il lavoro, trasformando la visita in un’esperienza immersiva, arricchita dalle esecuzioni dal vivo di Umberto Pedraglio. La mostra è così diventata un paesaggio temporaneo, dove immagini e suoni dialogano e si intrecciano.
Uno dei momenti più intensi è stato il concerto “Inpa Interscape”, diretto da Fabian Panisello, che ha proposto composizioni contemporanee caratterizzate da scritture complesse, ricerca timbrica e strutture non lineari. Un ascolto che richiede attenzione e presenza, invitando a cogliere le relazioni sottili tra gesto musicale e spazio.
Parallelamente, il convegno internazionale “Politecnici delle Arti – Modelli a confronto” ha approfondito la necessità di superare le divisioni disciplinari, promuovendo l’integrazione tra arti visive, musica e ricerca. Il Politecnico delle Arti di Bergamo si è confermato come laboratorio attivo di questo approccio, rafforzando la propria rete europea.