di Fabio Gualandris
«A volte i miracoli succedono…», afferma Cinzia Baroni di Albino, commentando un incontro avvenuto a inizio gennaio con Manix, conosciuto nel 2004 a Kinshasa. Lui ragazzino, lei in Africa per un’esperienza di volontariato. Una storia da raccontare.
«Nel mese di agosto del 2004 sono partita per il Congo insieme a sei amici di Bergamo – spiega Baroni -; non era la prima volta che facevo un viaggio missionario, consapevole di utilizzare le vacanze estive per un servizio in terra di missione».
Dove ha operato?
«A Kinshasa, dove siamo stati accolti dai missionari Guanelliani che lavoravano con i ragazzi di strada: io sono stata affidata al centro di accoglienza “Essengo”, che vuol dire speranza, dove venivano ospitati circa una trentina di ragazzi dai 10 ai 15 anni».

«Per un mese – continua – sono stata con questi ragazzi che avevano ognuno una storia personale di abbandono, sofferenza, solitudine e anche di violenza, ma che nonostante tutto avevano avuto la fortuna di essere accolti dai missionari e perciò avevano la possibilità di studiare, di nutrirsi e soddisfare i loro bisogni primari che per strada non venivano garantiti».
L’incontro con Manix.
«Un ragazzo in modo particolare mi aveva colpito, si chiamava Manix e aveva 13 anni: sorridente, intelligente, scaltro, attento (…)