C’è un borgo antico, immerso tra i vigneti e affacciato sulla Val San Martino, che dopo decenni di abbandono è tornato a vivere. A ridargli anima e prospettiva è stato Fabio Leoncini, imprenditore originario di Mozzo, che insieme al figlio Federico e a Valeria, socia dell’iniziativa, ha dato vita a un ambizioso progetto di ospitalità e produzione vitivinicola a Capietaglio, storica località del Comune di Pontida, al confine con Palazzago.

L’idea nasce nel 2012, in parallelo all’attività nel settore energetico che Leoncini portava avanti, esperienza poi conclusasi nel 2017. «Sentivo il bisogno di qualcosa che mi riportasse alla terra – racconta –. Il mio era un lavoro molto tecnico, quasi virtuale. Qui invece tutto è concreto: puoi lavorare quanto vuoi, ma se arriva la grandine perdi il raccolto. Dipendi dalla natura».
Una scelta controcorrente, che si è trasformata negli anni in un progetto strutturato e familiare. Il complesso, oggi conosciuto come Borgo Capietaglio, era un rudere appartenuto al farmacista di Pontida, il dottor Losa. Gli ultimi abitanti risalgono alla fine degli anni Sessanta.
Oggi alcune di quelle stanze che ospitavano intere famiglie attorno al camino sono diventate camere eleganti e minimaliste, dedicate a un turismo di qualità.
Il recupero non è stato solo edilizio ma anche storico. Studi commissionati dalla proprietà fanno risalire la parte più antica – la Corte Bassa – al XIII secolo. Secondo alcune ricostruzioni, l’area sarebbe stata coinvolta nelle devastazioni ordinate alla fine del Trecento da Bernabò Visconti, che avrebbe colpito duramente i centri abitati e sradicato le vigne, risorsa economica fondamentale. La viticoltura, in questa zona, ha infatti radici profondissime e documentate fin dal Medioevo.
Proprio il vino è stato il primo tassello della rinascita (…)