Foto Atalanta
Ci sono passaggi, durante la stagione, che valgono davvero tanto. Atalanta-Napoli, finita 2-1 per la Dea, è uno di questi. Perché a 45 punti la Dea avvicina la Juventus (+1), il Napoli e la Champions (+5). Si è giocato in uno stadio tutto nerazzurro che alla fine, dopo il fischio finale di Chiffi, esulta fortissimo: la sensazione è che la rincorsa ci stia portando davvero in alto.
La vittoria del Como, un’ottima classifica e lo stadio (quasi) solo nerazzurro
Il pomeriggio di Bergamo è soleggiato e sereno. La vittoria del Como sulla Juventus mette la Dea in una condizione interessante, se si pensa alla classifica: la possibilità di avvicinare i bianconeri e i partenopei in un colpo solo. E dalla parte dei nerazzurri c’è anche l’entusiasmo dell’ambiente, perché lo stadio è quasi completamente atalantino e nel settore ospiti ci sono un migliaio di ragazzi delle scuole calcio e delle società sportive della provincia: il divieto di trasferta per i partenopei e la chiusura alla vendita dello spicchio di stadio normalmente riservato a chi fa visita alla Dea hanno reso tutto questo possibile.
Grande attesa, 22 mila spettatori e quel sogno Champions
Il fatto di giocare alle 15 è un piacevole ritorno a vecchie abitudini e la sensazione è che un po’ tutti, allo stadio e nelle vie intorno, ragionino con lo stesso obiettivo: vincere per riguardare alla Champions. Farlo nella settimana in cui ti giochi gli ottavi contro il Borussia Dortmund ha un significato ancora più grande: si chiama continuità. Qualcosa che, al momento dell’arrivo di Palladino, sembrava impossibile. O meglio, era possibile solo nei sogni più belli.
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Le scelte di Palladino: cinque cambi rispetto a Dortmund
La formazione scelta dal mister nerazzurro, rispetto a Dortmund, ha cinque volti nuovi. In difesa dentro Scalvini e Hien, in mezzo al campo c’è Bellanova in fascia e davanti Sulemana con Krstovic centravanti. Pasalic si sposta in mezzo (fuori Ederson), la conferma di Zalewski e de Roon è importante, con Zappacosta a sinistra (e onnipresente), per una Dea in campo a specchio rispetto al Napoli: 3-4-2-1. Per Conte, alla fine senza anche McTominay, scelte obbligate e prima da titolare per la coppia Alisson-Vergara alle spalle di Hojlund. Pochissimi, rispetto a tante altre occasioni del passato, i sostenitori del Napoli in tribuna.
Primo tempo: gol evitabile, poi per fortuna c’è il Var
Nella prima frazione di gioco, la gara è bloccata. Lo 0-0 viene spaccato da un calcio piazzato di Gutierrez per la testa di Beukema (sono tre i giocatori del Napoli da soli in area…). L’Atalanta chiama Milinkovic-Savic due volte alla parata su conclusioni di Sulemana, ma nel finale di primo tempo si rischia la beffa per un fischio incomprensibile di Chiffi, che assegna rigore (e ammonisce Hien) per un contatto normalissimo su Hojlund: per fortuna il Var interviene, richiama il direttore di gara e le cose vengono sistemate (niente penalty e niente giallo). Resta un primo tempo con poche emozioni, in cui il Napoli dimezzato (fuori davvero molti giocatori) è avanti nel risultato e con la Dea poco pericolosa.
Un paio di spaventi, poi Pasalic e Samardzic mandano ci portano in paradiso
In avvio di ripresa, il Napoli segna il gol del raddoppio, ma Chiffi fischia un fallo di Hojlund su Hien prima del cross. L’Atalanta sembra anestetizzata, ma il doppio ingresso Bernasconi e Scamacca cambia il volto della gara: il laterale di Arcene prende l’angolo che poi Pasalic insacca per l’1-1, il centravanti romano controlla palloni importanti, chiama Milinkovic-Savic al grande intervento e poi entra nel fraseggio che porta ancora Bernasconi a crossare sulla testa di Samardzic per il gol del definitivo 2-1. Nel finale, la Dea difende con le unghie e con i denti il risultato che manda lo stadio al manicomio: a prescindere da Roma-Cremonese, la Champions è ora a 5 punti, il Como è sttato agganciato e la Juventus dista solo un punto. Questa stagione è ancora lontanissima dall’essere finita.
Atalanta-Napoli 2-1
Reti: 17’ Beukema (N), 61’ Pasalic (A), 82’ Samardzic (A)
Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (70’ Djimsiti), Hien, Kolasinac (84’ Ahanor); Bellanova (58’ Bernasconi), De Roon, Pasalic, Zappacosta; Sulemana (46’ Samardzic), Zalewski; Krstovic (58’ Scamacca). All. Palladino
Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Juan Jesus (70’ Olivera), Buongiorno; Mazzocchi (63’ Spinazzola), Lobotka, Elmas, Gutierrez (63’ Politano); Vergara (70’ Giovane), Alisson (86’ Lukaku); Hojlund. All. Conte
Arbitro: Chiffi di Padova
Ammoniti: 37’ Juan Jesus (N), 77’ Zalewski (A)