Tragedia

Stefano Poli, morto travolto da una valanga in Val d’Aosta: fondò l’Oasi Wwf di Valpredina

È lutto anche per la sezione bergamasca dell'associazione, che piange il docente di 66 anni tragicamente scomparso domenica: Poli fu anche direttore della riserva

Stefano Poli, morto travolto da una valanga in Val d’Aosta: fondò l’Oasi Wwf di Valpredina

La tragica morte di Stefano Poli ha lasciato nel dolore anche il Wwf di Bergamo. Il docente di 66 anni, bergamasco d’origine, che ha perso la vita domenica 22 febbraio travolto da una valanga in Valle d’Aosta, era infatti tra i fondatori dell’Oasi Wwf di Valpredina a Cenate Sopra.

Fondatore e direttore dell’Oasi

«Per il Wwf di Bergamo è come se fosse morto un fratello», sono state le parole che Gloria Sigismondi, operatrice dell’Oasi Valpredina, ed Enzo Mauri, suo marito e direttore della riserva, hanno affidato a L’Eco di Bergamo. Erano amici da una vita, fin dal 1981, quando Poli era ancora studente.

«Il nostro mondo, quello del lavoro, e il suo, quello dello studio, si sono affiancati con umiltà e insieme siamo cresciuti completandoci l’un l’altro. Sono stata io a battergli a macchina la tesi di laurea. Mi commuovo ancora oggi quando penso a quegli anni in cui, dopo la donazione del terreno da parte dei Bardoneschi nel 1983, Stefano si è preso in carico la gestione dell’Oasi, con tanto entusiasmo e dedizione», è il ricordo dei coniugi.

Poli è stato quindi direttore, oltre che fondatore, dell’Oasi, prima di Mauri. Con Gianluigi Nozza, realizzò nel 1997 il primo piano integrato di gestione. Il 66enne era appassionato di natura e montagna. «L’unica consolazione è sapere che è morto facendo quello che lo rendeva felice».

Una decina di giorni prima del tragico incidente, aveva incontrato gli amici storici a cena, tra cui anche Andrea Rossi, già dirigente del reparto di Ematologia all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Al quotidiano ha raccontato che, insieme ad altri due amici, il gruppo era rimasto sempre in contatto anche terminati gli anni del liceo, sebbene avessero tutti intrapreso carriere diverse. Poco prima di salutarsi, al ristorante, si erano ripromessi di trovarsi nuovamente con rispettive mogli e compagne.