Tradizioni

Legnanesi alla ChorusLife Arena per la prima volta (con 9 repliche)

Dalla corte lombarda al cuore contemporaneo: per ridere, emozionarsi e riflettere sulla famiglia

Legnanesi alla ChorusLife Arena per la prima volta (con 9 repliche)

Teresa, Mabila e Giovanni tornano a calcare il palcoscenico bergamasco, ma stavolta non per raccontare storie di cortile qualunque: con il loro nuovo spettacolo, “I Promossi Sposi”, i Legnanesi trasformano il teatro comico in un omaggio intelligente a Alessandro Manzoni, esplorando l’animo umano con leggerezza e profondità. Dal 27 febbraio all’8 marzo, alla ChorusLife Arena, il pubblico avrà nove occasioni per assistere a una prima assoluta che mescola risate, riflessioni e tradizione popolare (orari 21, la domenica alle 16; pausa lunedì 2 marzo).

Fondata a Legnano nel 1949 da Felice Musazzi e Tony Barlocco, la compagnia è tra le più longeve del panorama teatrale italiano, capace di coniugare comicità popolare e continuità artistica. Al centro della scena ci sono sempre le vicende della famiglia Colombo: Teresa, donna di cortile energica e intraprendente; Mabila, figlia appariscente e sempre in cerca di attenzioni; Giovanni, marito pasticcione ma dal cuore grande. Nel corso degli anni i personaggi hanno visto cambiare interpreti: oggi Teresa è incarnata da Antonio Provasio, Mabila da Enrico Dalceri e Giovanni da Italo Giglioli, per il quarto anno consecutivo. La regia è affidata a Provasio, Dalceri firma musiche e coreografie, e Mitia Del Brocco cura i testi, assicurando il rispetto della tradizione comica e popolare dei Legnanesi.

“I Promossi Sposi” non è una semplice rivisitazione del romanzo manzoniano: l’ispirazione risiede nella capacità dello scrittore di scandagliare i sentimenti e le paure più profonde. Lo spettacolo porta in scena la storia di una coppia minacciata da un cavillo burocratico: un errore d’anagrafe rischia di cancellare sulla carta l’esistenza di una famiglia, pur continuando a vivere nel quotidiano degli affetti. Attraverso il grottesco e l’esagerazione comica, il pubblico ride di Teresa, Mabila e Giovanni, ma riconosce al contempo la propria vulnerabilità, le proprie ansie di riconoscimento e la paura di perdere ciò che si ama.

La comicità, come sempre, resta leggera e popolare, ma dietro le gag si cela un’osservazione acuta della realtà: che cosa definisce veramente una coppia “legittima”? Quanto conta il ruolo della burocrazia rispetto alla cura reciproca e ai sacrifici condivisi? Nel groviglio di equivoci e malintesi, lo spettacolo ricorda al pubblico che le scelte, il perdono e la capacità di restare umani sono ciò che salva i legami più importanti.

In questa chiave, l’omaggio a Manzoni diventa evidente: se nel romanzo i protagonisti erano ostacolati dai bravi e dal potere feudale, oggi le minacce arrivano dalla macchina impersonale della burocrazia, eppure la soluzione resta quella stessa, antica e contemporanea insieme, della resilienza affettiva.