Residenti inferociti

Sulla revoca del senso unico in via San Tomaso de’ Calvi a Bergamo l’assessore Berlanda riflette ancora

Gli abitanti chiedono di ripristinare il doppio senso fino a via San Bernardino. Ma il Comune lo esclude e pensa a un'apertura più limitata

Sulla revoca del senso unico in via San Tomaso de’ Calvi a Bergamo l’assessore Berlanda riflette ancora

Trovare una soluzione che salvi capra e cavoli è tutt’altro che semplice. Perché il quartiere di San Tomaso, incastonato fra via San Bernardino e la ferrovia, è un dedalo di strade, molte delle quali strette e a senso unico, poco adatte al transito di veicoli. E “il togli di qui e metti di là”, potrebbe peggiorare le cose.

È un bel rompicapo quello toccato in dote all’Amministrazione comunale dopo la chiusura del ponte ferroviario di via San Bernardino. Per evitare l’invasione del quartiere da parte di migliaia di veicoli in arrivo dalla periferia, dal primo settembre scorso il Comune ha deciso di rendere via San Tomaso de’ Calvi a senso unico, in direzione di via San Bernardino.

La soluzione però ha finito per penalizzare i residenti che per tornare a casa in auto devono circumnavigare il quartiere entrando da via Moroni, ovvero dalla parte opposta. Impresa tutt’altro che agevole, capirete, nelle ore di punta. Quando nelle zone prossime all’asse interurbano si formano code infinite.

Per questo il Comitato residenti ha chiesto al Comune di trovare un’altra soluzione, ripristinando il doppio senso in via San Tomaso de’ Calvi. Richiesta a cui Palazzo Frizzoni ha sempre risposto picche. Così come ha escluso di ritornare al doppio senso nel tratto che arriva fino all’incrocio con via Sardegna «perché altererebbe pesantemente la viabilità interna al quartiere», ha tenuto a precisare l’assessore alla Mobilità, Marco Berlanda.

L’unica ipotesi al vaglio è il ripristino del doppio senso del primo tratto di via San Tomaso, fino all’incrocio con via Ruspini (…)

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