Ultimo saluto

Addio ad Angelo Rota, nel ricordo di quell’amore con Lorenza sbocciato grazie a una fotografia

Il paese si stringe attorno alla famiglia per la scomparsa del classe 1932, andato via nel sonno alla soglia dei settant’anni di matrimonio

Addio ad Angelo Rota, nel ricordo di quell’amore con Lorenza sbocciato grazie a una fotografia

Se n’è andato nel sonno, in silenzio, a Mozzo, all’alba dei 70 anni di matrimonio. Angelo Rota, classe 1932, avrebbe festeggiato a breve questo straordinario traguardo insieme alla sua Lorenza. Una storia lunga una vita, iniziata grazie a una fotografia e a una lettera scritta con il coraggio semplice dei vent’anni.

Quattro  anni fa, in un’intervista che oggi suona come un testamento d’amore, Angelo e Lorenza avevano ripercorso le tappe del loro incontro. «Ero militare nei Lupi di Toscana – raccontava Angelo -, alla caserma “Gen. Ferrante Gonzaga” di Scandicci. Ero addetto alla fureria. Conobbi Sandro, un militare di Bergamo sempre affamato che veniva da me per un po’ di pane. Un giorno mi mostrò la foto delle sue tre sorelle. Rimasi colpito dalla seconda. Gli chiesi se fosse impegnata. “Scrivile tu”, mi rispose».

E così Angelo prese carta e penna: «Se lei è gentile come è bella, come posso intuire dalla foto, io mi sono innamorato di lei».

Lorenza Bussini, allora sedicenne di Paladina (classe 1938), ricordava ancora l’emozione di quella lettera inattesa. «Dissi a mia mamma che non volevo fidanzati, soprattutto con uno che non conoscevo. Ma lei insisteva: almeno ringrazialo, è sempre gentile con tuo fratello».

Alla prima licenza arrivò anche il primo incontro, fatto di sguardi “furtivi” sotto la pioggia, davanti al bar del paese. Poi le attese al portone del cortile condiviso con altre tredici famiglie, sempre sotto l’occhio vigile della madre di Lorenza. Il primo film insieme a Ossanesga, Ulisse con Kirk Douglas, le corse in bicicletta da Treviolo, le brevi visite serali prima dell’alba che riportava Lorenza al lavoro in filatura a Villa d’Almè.

Angelo, nato a Mapello, dopo le elementari aveva lavorato nei campi (…)

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